Webinar “Google Analytics illegale?” Affrontiamo la questione + Matomo

Ringrazio la Rete Informatica Lavoro che ha ospitato il webinar:

Negli ultimi mesi sono state messe in luce diverse criticità di Google Analytics, emerse all’interno di campagne di comunicazione lanciate da cittadini italiani. Queste campagne chiedono un serio adeguamento al GDPR, soprattutto da parte della pubblica amministrazione e dalle società che fanno servizi per la PA.

Obiettivi

  • Comprensione delle “risorse di terze parti”
  • Comprensione dei fattori di rischio di strumenti come Google Analytics sul GDPR
  • Comprensione dei principali metadati raccoglibili attraverso il protocollo HTTP
  • Comprensione dei cookie
  • Cos’è il progetto Monitora PA
  • Comprensione del concetto di 100% data ownership
  • Esplorazione di soluzioni di data ownership come Matomo Analytics (software libero)

Il webinar è consigliato a:

  • Agenzie di comunicazione sul web
  • Digital Project Manager
  • Web developer

Video PeerTube (45 minuti)

Video completo ufficiale (60 minuti)

Il video è stato rilasciato dal gentilissimo team di Rete Informatica Lavoro a questo indirizzo in licenza CC BY-SA (non è possibile sceglierla su YouTube ma è questa quella valida):

https://www.youtube.com/watch?v=iloqYJPiI0g

Download slide

Puoi usare questa presentazione per qualsiasi scopo (anche per scopi commerciali) a patto di citarmi da qualche parte e a patto di rilasciare le tue modifiche come libere. Credito consigliato:

Presentazione by Valerio Bozzolan in CC BY-SA 4.0

Allegati tecnici monitora PA

https://monitora-pa.it/2022/06/22/Allegato-Tecnico.pdf.

Sei una pubblica amministrazione? Migra a Web Analytics Italia

https://webanalytics.italia.it/

Questo strumento non l’ho inventato io, non sono un affiliato. È un servizio della pubblica amministrazione, per la pubblica amministrazione, ed esiste da anni. Qui tutte le domande frequenti:

https://webanalytics.italia.it/faq

Errata corrige

  • Slide #2:
    Ho detto che “nella vita reale sono uno sviluppatore”. Ovviamente anche il volontariato è la mia vita reale!
    Ho anche detto che “mi piace contribuire”. Mi riferisco al piacere di contribuire ai contenuti. Chiunque può farlo, basta solo iniziare a farlo e dialogare con gli altri e cercare di comprendere le regole della community.
  • Slide sugli inizi del web:
    Ho detto che una persona avrebbe digitato “https://”. Ovviamente avrebbe digitato “http://” (senza la S finale).
  • Ho detto un sacco di volte “mood della serata” e “mood del web” etc. quindi cercherò di non dirlo più per un paio d’anni. Scusate!
  • Non ho detto che sono socio volontario di Wikimedia Italia. In realtà mi sono tesserato nello stesso giorno a InformAzioni.wiki e a Wikimedia Italia (però in Wikimedia Italia un’ora dopo, tiè! ihih)
    Contatti in Wikimedia Italia:
    https://wiki.wikimedia.it/wiki/Utente:Valerio_Bozzolan
  • Domande finali: “Cosa ne pensi di Brave?”
    Quando ho detto che Brave non è stato ancora accettato dalla community di Debian, significa che Brave non è un pacchetto Debian. Invece Firefox e Chromium sono pacchetti nativi del rilascio stabile di Debian[1][2] e, di conseguenza, disponibili su migliaia di distribuzioni GNU/Linux.

    Non ho spiegato correttamente nel question time la “controversia Brave” che aveva scolvolto la sua community nel 2020. Eccola:
    https://decrypt.co/31522/crypto-brave-browser-redirect
  • Domande finali: “Supporto di Matomo nelle Conversions?”
    Sarebbe interessante richiedere l’aiuto di una persona che conosca bene questa specifica domanda per sapere se questo copre le proprie necessità:
    https://matomo.org/guide/reports/goals-and-conversions/
    Personalmente io uso questo componente e mi trovo molto soddisfatto ma non so se ciò che faccio io è esattamente ciò che si aspettava chi ha posto la domanda.
  • Domanda finale in privato: “Cosa ne pensi di questo software VPN?”
    Una banale VPN per uso domestico non dovrebbe necessitare di alcun tipo di software proprietario per essere usata, quindi astenersi da installare roba da pubblicità in Internet senza prima verificare che quella VPN funzioni anche soltanto con software liberi ben testati e universalmente noti (come OpenVPN, WireGuard, etc.).
    Quindi, un conto è voler cambiare il proprio indirizzo IP pubblico, un conto è rischiare di compromettere ancora di più il proprio dispositivo eseguendo potenziale malware o spyware.

Questo non era un webinar per parlare della navigazione individuale, ma nel quotidiano a parte Firefox o Chromium, suggerisco estensioni come uBlock Origin e impostando il proprio browser per eliminare i cookie all’uscita, aderire a DNT e rifiutare i cookie di terze parti, come minimo. Personalmente uso molto anche NoScript.

Detto ciò, ringrazio tutte le persone che lavorano a siti web e che ci aiutano a creare meno “mostri digitali”! :)

Ghost calls

Few days ago I was with some friends in my house and something really WEIRD happened.

We love leaving our phones in the middle of the table, with the screen off, while having some ordinary conversation.

After a while, two phones started ringing by themselves, two incoming ordinary call, but it was an IMPOSSIBLE situation:

  1. My mobile phone started ringing, claiming that Friend1’s number was calling
  2. Friend1’s phone started ringing, claiming that my number was calling

After 2-3 seconds both phones stopped ringing on their own.

I have absolutely no explanation.

I then called my mobile operator and they said:

  • this has never happened to us
  • no, you cannot have a log of outgoing calls that have not been answered
  • no, you cannot have a log of incoming calls, since you are not in a judicial inquiry, and even if that, it does not show incoming calls that have not been answered
  • so, you are fucked: your “problem” cannot be debugged in any way, nor by you or by your operator
  • Sir., have a nice day! <3

That’s even more frustrating.

I have the mobile operator Oh Mobile (virtual operator over Vodafone) and my friend was Vodafone. Both Android. I’m in a 4G network. This happened in Milano.

Update

The same thing was reported to a friend of mine. Tim and Vodafone. Both Android. Milano.

Does it happened to you?

Please leave a comment.

LimeSurvey: wrong decryption key (AARGH)

If encryption shit fails in your LimeSurvey, try this:

https://serverfault.com/questions/1086361/limesurvey-sodiumexception-wrong-decryption-key

TL;DR: Save again your SMTP password.

Have you fixed? Great! Close this browser tab.

Is the bug already there? Oh no! Probably you are an idiot and you deleted your encryption keys.

You have a backup. Isn’t it? Uh?

Breaking news! Creative Commons Ducks invading our planet

Quack
Quack?
Quack…
Quack.
Quack?
Quack :|
Quack .__.

OK sorry if this post has no sense but I’m doing my homework for this:

https://certificates.creativecommons.org/

The above images are Free cultural works and it means you can use, share, edit them for whatever purpose. More info:

Quang Nguyen, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Ian Liao, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

564dude, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

mtan14, CC BY-SA 2.0, attraverso Wikimedia Commons

travel oriented, CC BY-SA 2.0, attraverso Wikimedia Commons

MiNe, CC BY 2.0, attraverso Wikimedia Commons

HenryDelMal, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

P.S. I could unintentionally forgot one attribution line but, since I’ve already put an hyperlink to each photo, like Wikipedia does, we can consider enough for your photo credits. If you are the author of that duck and you want to sue me because your credit is just a link on the image and not a brick in the above wall of text, I only have one thing to say to you. Quack.

This is a collection. This is not a derivative work. Assume my copyrights only on this exact phrase, and for the previous one, and for my “Quack”s and absolutely nothing else in this post content. See the sidebar for the license applying on these texts. The “Quacks”, instead, are released in CC0.

Note that I may not be able to claim copyright over my quacks, so see also the public domain mark.

The first and last ducks have apparently been modified in a way that can be considered creative, making them more rounded and applying weird color filters, but I actually don’t have any copyright on them either. First of all because it’s not a modification that exceeds the margin of originality, in my honest opinion. Secondly because I actually cheated and didn’t make any changes: the round thing and the color filter are just a CSS rule rendered by your browser web on your computer. I mean, the original file is not manipulated at all by me, but by you! So if there is creativity, are you the copyright owner of these derivative ducks? Uh? Uhm? (insert here plot twist music). Quack!

Elettronici VS Informatici

Può sembrare assurdo agli occhi di molti ma elettronici e informatici non si scambiano quasi mai pareri.

Farò un esempio grazie al fatto che papà da poco tempo è in pensione. Un elettronico in pensione.

Il problema è che il parroco lo ha scoperto e le sue più intime fantasie erano essere legate ai presepi automatizzati.

Le specifiche parrocchiali

Le specifiche iniziali erano di allestire nel giardino della parrocchia un presepe con un brano che partisse ad una certa ora e fosse dannatamente semplice da controllare. Un gioco da ragazzi?

Evoluzione successiva: doveva illuminarsi anche una specie di capanna insieme al brano; poi ad un’altra ora doveva partire un altro brano e accendere luci su un gruppo di palme, poi cori, accendere re magi e illuminazione su altri riferimenti biblici a me ignoti. Una sobria fusione fra il cristianesimo e una discoteca (cristoteca?).

Ma che c’entrate voi?

Sentite, non so perché stiamo seguendo questa cosa. A volte ci si appassiona a certi progetti pensando di poter redimere tutti i peccati, magari dopo brutte parole dette quando il pullman n. 47 fa manovra in piazza Freguglia, tappando tutto il traffico, mentre resti lì, impotente, di fronte agli orari pianificati mostrati dall’app Libre BusTO.

Andiamo avanti.

L’implementazione elettrotecnica

L’implementazione prevista in assenza di un informatico in casa (ricordo che ora sto a Milano) è semplicemente formidabile e prevede un circuito progettato da papà che identifica il segnale audio in uscita dalle casse di uno normalissimo stereo, acceso a mano dal parroco, ed, in funzione di questo segnale musicale (!), accende la sequenza di illuminazione corrispondente. Ripeto. Il parroco semplicemente sgnacca play su un vecchio lettore CD o dal suo telefono o cosa cavolo vuole, e magicamente si accende il resto dello spettacolo. Quando il parroco spegne il party musicale, il presepe vivente torna in quiete.

Pura follia, genialità e magia.

L’implementazione informatica

Inutile dire che un qualsiasi informatico, se le specifiche non fossero cambiate, avrebbe preso un calcolatore GNU/Linux a caso (e.g. un RaspberryPI) e aggiunto librerie Python a caso e avrebbe portato a casa il pane (benedetto). Poi avrebbe dialogato con altri informatici reimplementando tutto con N linguaggi differenti ottenendo lo stesso risultato ma in modi che diminuiscono la leggibiltà aumentando qualcos’altro o cose così, divertendosi tutti insieme.

Ovviamente mai un informatico si confronterebbe con un elettronico, perché poi si divertirebbe solo uno dei due.

La svolta ibrida

Avendo entrambi preso la decisione di scambiarsi pareri più spesso, senza cambiare le specifiche (piaceva troppo questa cosa che la moooseca controllasse tutto) abbiamo unito er meglio della creatività elettrotecnica con il peggio dell’informatica. L’implementazione risultante da questa fusione prevede il computer portatile con GNU/Linux di una dolcissima signora, vicina di casa nostra (la quale si era cuccata il solito cryptolocker su Microsoft Windows qualche anno prima e quindi era migrata a Xubuntu facilmente). Il suo portatile è stato scelto perché era manipolabile anche da un elettrotecnico senza dover capire con quale saldatore ci si collega con SSH ad un single-board computer. In breve, la macchina della vicina ha una (semplicissima) regola crontab per riprodurre il brano alle ore desiderate. Cosa che fra parentesi per suonare ogni mezz’ora dalle 19 alle 21 si fa così:

crontab -e
*/30 19-21 * * * /opt/jingle.sh

E poi in jingle.sh:

#!/bin/sh
export XDG_RUNTIME_DIR="/run/user/1000"
ffplay -hide_banner -nodisp -autoexit /home/omissis/Music/SantoNatale.ogg > /dev/null

A margine, a parte la sintassi non proprio naturale né per un elettrotecnico e né per un parroco, incominciano le madonne. È davvero più semplice l’approccio informatico? A chi lo spieghi che il processo che esegue crontab, anche se è eseguito dal proprio utente, non ha idea del contesto X desiderato, quindi non funzionerà l’audio senza l’export di XDG_RUNTIME_DIR. Ovviamente questo un parroco lo scopre solo dopo anni di lettura del manuale della propria distribuzione, o decifrando StackOverflow. Ma andiamo avanti. Questo è il genere di discorsi che non farà innamorare dell’informatica un elettrotecnico.

All’estremo opposto, il circuito di papà, ripeto, collegato a cascata soltanto al jack audio del portatile della vicina, resta letteralmente in ascolto della partenza del brano per far scattare il corretto impianto di illuminazione.

La soluzione è a prova di bomba. Intanto perché da un lato l’elettrotecnico non sbaglia mai, e poi perché se l’informatico avesse sbagliato qualcosa il parroco può sempre sostituire a caldo il portatile con un lettore CD a caso e ricondursi al caso precedente.

Completamente assurdo. Carino però. No?

Riassumiamo cos’ho imparato oggi.

Cosa può stupire un elettrotecnico

  • crontab: far partire un brano ad un’ora precisa via software è una cosa che, nonostante sia stata banalizzata da almeno 46 anni di informatica (riuscendo nell’intento di non introdurre mai alcuna semplificazione da allora) sembra ancora far luccicare gli occhi di molti elettrotecnici. Aggiungiamo alla lavagna 10 punti all’informatica.
  • controllo degli stati: “sì ma non è che poi il file audio riparte da tipo metà se lo gestisci via software? uh?
    Se ho capito bene sono riuscito a stupire almeno un bravo elettrotecnico semplicemente garantendo che il software era in grado di riprodurre un brano, più volte, partendo dall’inizio. Sicuramente c’è una preoccupazione “elettrotecnicamente” (?) intelligente e concreta sotto, per ora però l’elettrotecnica con questa questione secondo me ha semplicemente perso punti. Tu, in terza fila! Sottrai alla lavagna i punti. Beccati questa elettrotecnica.
  • asterisk: il fatto di poter creare una rete telefonica locale e poter chiamare un numero la cui segreteria telefonica ti dice “benvenuto nel presepe più figo del mondo ;) prema 5 per far partire la ;) cristoteca – grazie per aver chiamato” e che quando digiti il tasto 5 parta il brano e si accenda l’impianto d’illuminazione e si spenga dopo, fa definitivamente percepire la supremazia dell’informatica sull’elettrotecnica.
    P.S. Stranamente non stupisce se quest’ultima cosa non sono riuscito a mostrargliela in cinque minuti e quindi non abbia colpito molto. Ma sì può fare, dannazione! Provaci con l’elettrotecnica! Dai! Su!

Cosa può stupire un informatico

  • avere una scheda da pochi centesimi, scollegata dalla linea elettrica, scollegata da Internet, manco sa cosa sia Internet, alimentata solo con una batteria di un dannato telecomando, con autonomia di settimane o mesi, a prova di scossoni o terremoti, in grado di rilevare quando c’è musica riprodotta da uno stereo solo grazie ad un jack delle cuffie e solo in quel caso far partire un impianto di illuminazione.
    Ecco, avete appena tramortito un informatico. Totalmente mindblowing per ristabilire l’orgoglio elettrotecnico.
  • avere la stessa scheda di prima che, collegata ad un doppino telefonico, collegata a sua volta ad un vecchio Nokia da 4$, sia in grado di rilevare la frequenza audio di ognuno dei tasti numerici per far partire un impianto di illuminazione a scelta. Senza un computer.
    P.S. Me l’ha dimostrato e funzionava tutto perfettamente, con una singola batteria AAAA perché, per una serie di coincidenze, l’aveva già sviluppata per il soccorso speleologico. Maledetto.
    Qui l’elettrotecnica ha fatto punti, e di brutto. Tu, alla lavagna, aggiungi 50 punti e fa i totali.

Conclusioni

Bisogna destinare una giornata nazionale dedicata all’incontro fra informatici ed elettrotecnici. Invito a chiudere entrambi in una stanza per arricchimento reciproco. Devono uscire fuori entrambi però. Iniziamo subito.

Esercizio a casa per elettrotecnici

(È un esercizio per elettrotecnici o elettronici, o come diavolo vi chiamate che non l’ho ancora capito, a parte capire che so che non siete elettricisti. Anche se spesso siete anche elettricisti, rendendo tutto più complicato.)

Prendete un elettrodomestico a caso e sostituite un componente a caso con una pipeline più informatica.

Esempio: eliminate il componente che chiude il circuito della luce del vostro frigo. Da domani, un’apertura sufficientemente ampia dello sportello del vostro frigo deve essere filmato a distanza da una videocamera con OpenCV e, a movimento riconosciuto, deve attivare la luce del frigo usando un’API REST. Le info vanno salvate in una transazione in una blockchain esoterica.

Esercizio a casa per informatici

(È un esercizio per informatici o tecnici informatici, o come diavolo vi chiamate, a parte che ho capito che non siete quelli che aggiustano la stampante. Anche se spesso siete anche quelli che aggiustano le stampanti.)

Prendete un oggetto alquanto informatizzato e regalatevi del tempo per reimplementarlo il più possibile trattando l’informatica come se non l’avessero ancora inventata. In pratica prendete un saldatore in mano e comprate un po’ di stagno e resistenze a caso e fatevi un selfie e chiudete tutto che sennò vi fate male di sicuro per come siete fatti. È abbastanza per oggi. Bravi!

«Copyrights should be forever»

Welcome in copyrights should be forever: your friendly handbook guide for pure evil authors.

Spoiler: copyrights do not last forever. But with this guide you can make them last a very looooong time. Muaauahahah!

Let’s start!

Rule n. 1: You have copyrights

It happened! Do you remember when? You incised a new artwork on your school desk; you whistled a new astonishing tune in the shower; you wrote that beautiful poem about your ex partner; you draw a rat with round ears; etc.

Whatever is the way, you joined the community of authors and this means you gained a new power: copyrights (©).

Note: this guide is designed to empower your pure evil copyrights and raise your new Disney monopoly. This guide will not accept any refunds for people who will use this power to help others instead, for example adopting Creative Commons licenses.

Warning: It’s OK to dream your copyright monopoly but if you get the urge to extend copyrights for 400 years to protect a business over a damn hand-drawn rat, please consult a good doctor.

Facts about copyrights:

  • copyrights give you a monopoly by default
    • even without writing “all rights reserved” in bold
    • even without typing fancy characters like “©”
  • copyrights last for years
  • when they expire: public domain!
    • It means end of your monopoly

This means that if you create something original, you have a monopoly by default. You can be the only one on your planet able to copy it, and the only one able to decide who should use it and when.

Note that while this is the world of the Internet, and it costs little to no money to copy paste and send a song to billions of people, you have incredibly powerful rights that can stop this spread very effectively.

Anyway, death is for everyone, and it will touch your copyrights too.

Rule n. 2: Copyright has a deadline

You can try to build antennas to amplify your copyright signal.

Walt Disney Studios tower copyright strenth technical reference
A rat tower trying to extend its copyright signal

Anyway, even with powerful antennas, your copyright power does not last forever and after some years your work enters the public domain.

Under public domain, the game is over, my friend: your evil empire has vanished. Your work doesn’t belong to a master anymore, and anyone can make whatever other creative stuff with it (movies, T-shirts etc.) without any written authorization.

Important: in short, to keep your monopoly, you have to fight public domain or convert public domain into something that is not public domain.

So the first thing you should do, is: try to extend your evil copyright powers as long as possible. Yaah!

One of the evil things you can do to kill public domain and enlarge your empire, is transforming public domain, for example, doing “creative digitalization” (HAHA!) taking “original photos” (HAHA!) of something in public domain, or stuff like that. Trust me: people will become mad for this.

But you also need some friends to kill public domain.
Note this name: Sonny Bono and his wife.

Uh? Who? Sonny Bono was a nice songwriter and a great politician. As songwriter Sonny Bono wrote… uhm… surely something (OK now I don’t remember anything in particular). As politician, instead, he supported this great piece of paper we will remember forever:

The “Sonny Bono” Copyright Term Extension Act

In short, Sonny Bono tried to extend his copyrights and everyone-in-the-world’s copyrights with this law. I don’t know if this can be considered a conflict of interest but the important fact is that he reached this goal successfully in 1998! Good for our evil empire.

Extends the duration of copyright in a work created on or after January 1, 1978, to the life of the author and 70 (currently, 50) years after the author’s death. Makes the same extension with regard to joint works created on or after such date.

https://www.congress.gov/bill/105th-congress/senate-bill/505
Sonny Bono copyright meme
This was the Sonny Bono Copyright Term Extension Act, or CTEA, enacted in memory of the congressman and former musician. According to his widow, Mary Bono, Sonny Bono believed that “copyrights should be forever.”
https://www.legalaffairs.org/issues/March-April-2004/story_lessig_marapr04.msp

This resulted in the historic lawsuits Eldred vs Ashcroft where some cute authors who had some cute business on public domain materials complained about a law that largely limited their room for maneuver, judging this law unconstitutional.

The lawyer “against Sonny Bono” was Lawrence Lessig. But I guess you already know this name. Lessig tried to fight with all his energy but, without our team of evil super-lawyers, Lessig lost.
Again, it’s a good news for your evil empire.

Rule n. 3: stronger copyright, stronger Creative Commons

Now you understand why in 2001 Lawrence Lessig helped in founding Creative Commons. Using copyright like a jujutsu, using the power of your enemy against it.

The core idea was similar to the one of the licenses written by Richard Stallman to protect Free Software: the copyright holder uses Creative Common licenses to give people more permissions over creative digital works, instead of denying all of them.

Note that, at the time, there was only the GNU Free Documentation License as an “attractive jujutsu license” for authors for creative contents. In short, the GNU FDL was just adopted for source code documentation and not for much more creative things (even if even Wikipedia adopted it for some time – so it wasn’t really such a lame license). That’s the moment when Creative Commons licenses were written and highly appreciated by creative authors.

When Creative Commons was founded in 2001, the internet was a budding universe with high potential, and platforms widely used today like Wikipedia and Google were only just getting started. CC’s founders were keen to hit the ground running, building on their work to ensure that, as the internet continued to grow, safeguards to knowledge, culture, and creativity were firmly in place.

https://creativecommons.org/2021/05/24/were-turning-20-whats-happened-since-2001/
by Creative Commons · CC BY 4.0

But in short. What is Creative Commons?

  • Creative Commons is a nonprofit organization
    • they provide Creative Commons licenses and tools
    • they support events and work with other organizations
    • they offer certifications and other tools
    • they work to help creative authors to share their work without relying on «all rights reserved» but «some rights reserved» instead
  • Creative Commons is a set of licenses
    • for example the “free cultural work” licenses:
      • CC BY
      • CC BY-SA
      • CC 0 (special license – public domain)
    • these license are adopted by Wikipedia, StackOverflow and lot of other platforms where collaboration should be encouraged and legally sustained
  • Creative Commons is a movement very active also on the copyleft front, fighting the restrictive “default” copyright culture of «all rights reserved», providing valid alternatives. This movement is a network of global and local movements, from Europe, Japan and South Korea and much more, causing CC license proliferation.

Rule n. 4: Creative Commons are everywhere

Pay attention, monopoly builder: Creative Commons works are under every corner!

Do you know what? YouTube, that platform with billions of visits, allows creators to upload videos under CC BY license:

https://support.google.com/youtube/answer/2797468?hl=en

Flickr is even more designed for Creative Commons authors with powerful filters to fit your needs:

https://www.flickr.com/creativecommons/

About nerd stuff, StackOverflow receives 100 MILLIONS developers each month on their website, serving contents under CC BY-SA:

https://stackoverflow.com

https://stackoverflow.com/help/licensing

Wikidata ha 95+ MILLIONS pages in public domain, thanks to CC 0:

https://www.wikidata.org/wiki/Wikidata:Main_Page

Wikipedia has millions of pages under CC BY-SA served to 45 BILLIONS visitors each month:

https://stats.wikimedia.org/

Lot of people joined communities to work together to kill your evil empire of «all rights reserved». For example, the CC Global Network is a community of members committed to spread Creative Commons in the world.

To join, you must choose two existing Individual Members to vouch for you:

https://network.creativecommons.org/

Rule n. 5: GLAMs, GLAMs everywhere

The Open GLAM project seeks to invite museums, cultural institutions, archives, libraries, and many others on how to better achieve their preservation and dissemination goals through digitization and Creative Commons licensing, especially thanks to archival projects like Wikimedia Commons.

Wikidata is another very interesting platform that is changing the world, allowing to store and search almost whatever metadata about any artwork in the world, and other things that proprietary archives often does not allow in such scale. That is very loved by GLAMs.

To do that, GLAMs have a real framework of licenses and case studies and other tools to amplify their impact on human beings, without relying on «all rights reserved».

See this simple GLAM launchpad:

https://outreach.wikimedia.org/wiki/GLAM

In short. If you want to make a monopoly, you don’t have to do anything, you’re already doing it. If instead you want to contribute to global knowledge, join Creative Commons and promote public domain (CC 0), CC BY, or copyleft (CC BY-SA) to spread “free as in freedom cultural works“. Or, at least, try other compromises such as the non-commercial or non-derivative versions.

Thank you for reading!

Note

This post is the result of the Creative Commons certification assignment.

I mean, I was not paid to write this post. I’m just doing my homework!

Credits

You can do whatever you want with the texts and the images in this page, as long as you give the rights credits and as long as you don’t put “all rights reserved” on this stuff.

I’ve created these images with the Free Software GIMP, the GNU Image Manipulation Program.

Thank you for sharing! and copy-pasting! and editing! You can!