Perplessità sulla Cookie Law

La famosa Cookie Law è una legge Europea che costringe qualsiasi sito Europeo (ehy, anche noi!) a inserire un’Informativa sulla privacy in ogni pagina del proprio sito.

Polemiche:

  1. Si è parlato di 120.000€ di multe a chi non sottostasse. Il caos.
    (Centoventimila euro!)
  2. L’utente deve capire cosa sia un cookie
    (Insomma, a nessun utente frega niente di ‘ste cose. Tutti vogliono solo continuare a navigare e ad essere tracciati in pace e a vedere le pubblicità di anticoncezionali su un sito di un panettiere, se per caso il giorno prima si è visitato un sito di pornografia.)
  3. Il possessore del sito deve capire quali “tipi” di cookie sta usando sul suo sito
    (Insomma, a nessun possessore di un sito frega niente di ste cose. Vogliono solo continuare a tracciare i propri utenti. Insomma, più ste scimmie vedono pubblicità che li riguardano e più arrivano le monetine.)
  4. Alcuni siti hanno il bottone “Non accetto” (i cookie) per non accettare l’informativa sulla Cookie Law. Quando l’utente lo preme ovviamente si becca un cookie proprio per ricordare al sito che… non ha accettato i cookie! :roll:

Cos’è un cookie

È uno standard molto comodo per salvare qualche informazione sulla tua navigazione. Esempio: se tu mi rubassi i cookie, su questo sito ci sarebbe scritto: «Benvenuto amministratore». Anche se tu non sapessi la mia password. Ecco quindi un banale esempio su cosa accade quando io digito la mia password di amministrazione su questo sito, e quando subentrano i cookie:

  1. Io → Sito: (Ho il sito, bene! Digito nome utente e password)
  2. Sito → Io: «Password giusta! Benvenuto amministratore! Ora per favore salva un cookie chiamato ‘USER=BOZ;TOKEN=KASJDLKASJDKLASJDLASJDKLAJLKSDA’. Per me significherà che sei già loggato e non ci sarà bisogno che tu ripeta ogni santa volta la procedura di login!»
  3. Io → Sito: «Ehy, grazie! Me li salvo subito e te li manderò ad ogni prossima visita! Che belli i cookie! Che buoni! Così ora ad ogni visita sarò sempre amministratore, ma non continuerò ad autenticarmi “a mano”!»

La morale di questa favola a lieto fine: Oltre alle normali informazioni che l’utente può passare ad un sito, è prassi che un sito chieda al browser di memorizzare piccole porzioni di dati sul proprio browser. I cookie sono quei dati.

Dove sta la malvagità? Perchè l’Europa vuole che io sappia queste cose? Perchè? Io non ci volevo neanche venire su questa pagina.

Questa è la rappresentazione grafica di quello che invece accade quando un sito carica particolari contenuti da altri siti cioè fa appositamente uso di “cookie di terze” parti: se visiti Facebook, Google o Libero.it, o qualsiasi altro sito sul pianeta dove si fa uso di cookie di terze parti (quasi tutti, purtroppo) ci saranno sempre altri siti (come amazon-adsystem.com, googleapis.com, o doubleclick.net, ecc) che saranno appositamente richiamati da loro per tracciare la vostra navigazione nei modi più efficaci.

Così, se ad esempio visito siti che parlano di giardinaggio (e dove l’autore del sito utilizzava ad esempio qualche servizio di Google per contare i visitatori, come Google Analytics) allora su Google e su altri siti in cui si sfruttano i servizi di Google (come Google Adsense) avrò pubblicità inerenti al giardinaggio.

Cookie - LigntBeam Mozilla Firefox
Cookie di terze parti

Insomma, sarebbe bellissimo possedere uno di quei “nodi” che si vedono nell’immagine e che stanno in mezzo al mucchio: si possederebbero allora i rubinetti del web e si potrebbero guadagnare miliardi di milioni di euro nel mostrare la giusta pubblicità alla giusta persona, nel cedere queste informazioni a determinati siti per operazioni di marketing mirato e molto altro.

I cookie permettono di identificare la tua sessione durante ogni singolo passaggio di sito in sito, se qualcuno di quei siti utilizza cookie di terze parti.

  • Se la cosa ti interessa, installa un browser libero come Mozilla Firefox e installa LightBeam per studiare che impatto hanno i cookie sulla tua identità, di sito in sito.
  • Se la cosa ti infastidisce, installa µBlock, Self Destructing Cookies e NoScript.
  • Se usi uno smartphone devi sapere che la maggior parte del software proveniente dagli store ufficiali è compromesso da librerie di monitoraggio come Google Analytics: molto peggio di semplici cookie! Se usi Android, inizia a conoscere F-Droid per evitare questo spiacevole comportamento alla radice.
  • Se sei proprietario di un sito rifletti se la privacy dei tuoi utenti vale davvero quei centesimi provenienti dal tracciamento degli utenti. Rifletti se continuare ad utilizzare cookie dei terze parti.

L’indovinello del cattivo corriere

Questo è un vecchio rompicapo interessante perchè dà risposta all’ormai fin-troppo-violato bisogno di riappropriarsi della propria privacy.

L’indovinello

GNU privacy guard
Antonio, Bruno, e Carlo il cattivo corriere

Antonio vive in Antartide ed è solito comunicare col suo amico Bruno di Bruxelles in un modo insolito:

  • Antonio, per paranoia, comunica con Bruno spedendogli una sua cassaforte chiusa a chiave con dentro il messaggio.
  • Bruno, per paranoia, risponde ad Antonio spedendogli una sua cassaforte chiusa a chiave con dentro la risposta.

Il tutto sembrava funzionare poichè i due amici si erano spediti in precedenza un doppione delle chiavi, così ognuno apriva entrambe le casseforti.

Purtroppo però non avevano pensato che Carlo il cattivo corriere, che opera fra Antartide e Bruxelles e con la brutta abitudine di essere molto ficcanaso, aveva intercettato ogni pacco, copiandosi quindi queste chiavi e leggendosi tutti i messaggi aprendo le casseforti.

Antonio e Bruno si accorgono del problema e decidono di comprarsi una nuova cassaforte a testa, così ognuno ha soltanto le chiavi della propria cassaforte.

Come possono fare adesso per scriversi in segreto (in attesa che Carlo il cattivo corriere sia sbattuto in cella per il suo brutto vizio di sbirciare la posta)?

Note non indispensabili

  1. Nella “mia” concezione di cassaforte si chiude anche senza chiave
  2. Nella “mia” concezione di cassaforte non si apre senza chiave!
  3. È una normale cassaforte insomma (non fatevi altre domande su ‘sta cassaforte!)

Note storiche

Questo indovinello è una semplice semplificazione di uno dei rompicapi più proposti nel mondo della sicurezza Informatica. È un vecchio problema risolto da Diffie-Hellman-Merkle (e chi già ne è a conoscenza dovrebbe in teoria essere avvantaggiato nell’applicarlo a grandi linee nella vita pratica, come in questo indovinello).

In ogni caso chiunque è in grado di usare l’ingegno per arrivare ad una soluzione che non preveda che AntonioBruno si siano scambiati in precedenza altre chiavi.

Soluzione

La soluzione la scrivo qui sotto codificata in ROT13. Non andare subito a cercare come decodificarla. Buon rompicapo!

Fr v qhr nzvpv fv renab vaivngv yr puvniv qryyr pnffrsbegv
cre cbfgn, gnagb inyrin rffrer pbreragv sva qnyy'vavmvb
fpeviraqbfv va puvneb framn dhrfgn nccneragr fvphermmn.
Pneyb aba qrir va nypha zbqb enttvhatrer nyphan puvnir.

Fv cbgeroor vairpr crafner nyyn pnffnsbegr pbzr ha frzcyvpr
fgehzragb qv "pevggbtensvn nfvzzrgevpn" (irqv fh Jvxvcrqvn)
nccebsvggnaqb qry snggb pur puvhadhr noovn yn pnffnsbegr yn
chò puvhqrer (cre "pvsener" ha zrffnttvb) r biivnzragr FBYB
puv un yn puvnir chò yrttrer vy zrffnttvb.

Fr ihbv hygrevber nvhgb pbagnggnzv: uggc://obm.erlobm.vg
Aba nienv fhy frevb perqhgb pur zv fnerv zrffb n fcbvyrener
yn fbyhmvbar framn niregv pbfgerggb n sner ha cb' qv
gragngviv!

BusTO – Libera il trasporto pubblico Piemontese

Sono fiero di annunciare il nostro rilascio della prima versione stabile di BusTO! Una nuova applicazione che permetterà a tutti i Torinesi di vedere gli orari di bus e tram in tempo reale utilizzando esclusivamente software libero, ovvero nel completo rispetto della propria privacy (ovvero totalmente il contrario di molte simili applicazioni sul Play Store).

L’app è scaricabile per ora esclusivamente da F-Droid, un altro software libero che rispetta la tua privacy e che contiene esclusivamente altro software libero! (Una matriosca di software libero!)

Disponibile su F-Droid
Installa F-Droid e cerca BusTO!
QRCode per scaricare BusTO da F-Droid
…o scannerizza il QRCode con Barcode Scanner

F-Droid è un luogo super-sicuro in cui puoi scaricare applicazioni molto utili oltre alla nostra BusTO. Sul tuo Android abilita Impostazioni > Sicurezza > Origini sconosciute per poter scaricare F-Droid in pace, e poter così iniziare ad amare BusTO!

Caratteristiche di BusTO @ F-Droid

Non sei tracciato

La stragrande maggioranza delle applicazioni del Play Store fanno largo uso di Google Analytics SDK, una libreria spiacevole che nasce con l’unico scopo di tracciare ogni utente di una certa applicazione e riferire allo sviluppatore ogni utilizzo.
BusTO@F-Droid non ti traccia in alcun modo.

Risparmio di Internet & Batteria

Molte app del Play Store si auto-risvegliano non appena il telefono ha una connessione ad Internet per tentare di riferire all’autore informazioni sull’utilizzo. Ci sono modi per bloccare l’invio di queste informazioni, ma non c’è modo per bloccare questo comportamento spiacevole.
BusTO@F-Droid non ha anti-funzionalità: non spedisce alcun dato di questo tipo nè in background e nè in primo piano e ciò comporta anche un risparmio di dati Internet e di batteria. Inoltre,
BusTO@F-Droid nasce con la logica di riciclare di ogni risorsa Internet: Se non serve richiedere via Internet il nome di una fermata, non serve farlo! Così abbiamo ragionato per svilupparla.

Pubblicità? AHAHAH!

Da sviluppatore-fondatore ed a nome di tutti i contributori non ci interessa diventare milionari a spese della tua privacy: A noi interessa esclusivamente avere un’applicazione funzionale, che rispetti la nostra privacy e che perciò non annoi con spiacevoli pubblicità. Oltretutto la maggior parte delle applicazioni sul Play Store utilizza i servizi di Google Analytics e di Google Adword, spiacevoli servizi che identificano unilateralmente il tuo dispositivo, schedando i tuoi interessi per mostrarti pubblicità mirata inserita da inserzionisti che ti guardano come veri avvoltoi.
BusTO non scenderà mai a compromessi di questo tipo e perciò non ti traccierà e non conterrà mai pubblicità. Se vuoi sostenere BusTo per questa scelta, puoi donarci un caffè o una bella birra rossa che servirà a supportarci moralmente. Non avremo certo gloria con spam e tracking!

Supporto Material Design Android Lollipop!

Ai nostri utenti piace il Material Design e perciò BusTO è nata sfruttando al meglio l’interfaccia grafica di Android 5 Lollipop.

(Prova a trascinare verso il basso gli orari dei passaggi della fermata per ricaricarli!)

Prendi parte alla combriccola

BusTO nasce per essere un software libero: Hai il diritto di lamentarti con te stesso se qualcosa non ti piace, in quanto hai il potere di cambiare ogni singola riga di codice e puoi ricondividere le tue migliorie con tutti (soprattutto con noi!). In ogni caso ci sono tanti modi di migliorare quest’applicazione, per esempio inviando bug o idee o regalandoci la classica birra.

Come funziona?

Scarica l’app da F-Droid e premi il tasto Menù > Info, per scoprirlo! Perchè ci fai scrivere due volte le stesse cose? Suvvia!

I tuoi diritti

BusTO è un software libero. Significa che puoi:

  • Usare BusTO come ti pare
  • Studiare il suo codice come ti pare
  • Modificare il codice come ti pare
  • Condividere con chi vuoi il frutto del tuo lavoro

Tutto ciò è per permettere a tutti di verificare con i propri occhi quanto BusTO ami i propri utenti e rispetti la loro privacy, ma non solo: è per permettere a tutti di migliorarla anche mentre noi siamo sotto la doccia. Maggiori informazioni nel Menù > Info dell’applicazione.

Grazie!

Grazie per l’utilizzo, e grazie a tutti i contributori! In particolare grazie a Marco Gagino per il supporto spaventoso, ed a me (Valerio Bozzolan!) Un ringraziamento speciale a 5T Srl che fornisce i dati in tempo reale.

Fatti sentire con un commento!

Scoperta backdoor nei Samsung Galaxy

Replicant logo
Logo Replicant ROM

Sono venuto a conoscenza che gli sviluppatori di Replicant il 28 gennaio del 2014 hanno dimostrato la presenza di una pericolosa backdoor che affligge la maggior parte dei dispositivi Samsung Galaxy, fra i quali:

  • Nexus S (I902x)
  • Galaxy S (I9000)
  • Galaxy S 2 (I9199)
  • Galaxy Note (N7000)
  • Galaxy Nexus (I9250)
  • Galaxy Tab 2 7.0 (P31xx)
  • Galaxy Tab 2 10.1 (P51xx)
  • Galaxy S 3 (I9300)
  • Galaxy Note 2 (N7100)

La causa di questa backdoor consisterebbe nel driver di rete proprietario Samsung IPC che permetterebbe a una persona remota di avere accesso al sistema Input/Output del filesystem del dispositivo e cioè chiunque in rete potrebbe leggere o scrivere qualcosa da remoto nella memoria interna/esterna.

Sempre secondo gli sviluppatori di Replicant (che si tratta di una versione di Android esclusivamente contenente software libero, ufficialmente supportata dalla Free Software Foundation come progetto “ad alta priorità”) gli smartphone che sono potenzialmente afflitti da questa vulnerabilità potrebbero sicuramente essere molti di più, in quanto il team di sviluppo ha scoperto questa falla solo perchè aventi a disposizione esclusivamente quei dispositivi. In futuro, con il susseguirsi delle donazioni verso Replicant, probabilmente saranno in grado di acquistare ancora altri dispositivi e di scoprire ulteriori modelli afflitti da questa pericolosa falla di sicurezza e di creare una versione di Replicant anche per questi dispositivi per risolvere il problema.

Purtroppo questo problema di sicurezza è legato a driver proprietari, e perciò nessuno (fuorchè Samsung) ha il potere legale di risolverlo su versioni di Android contenenti questi driver. L’unica risoluzione al problema apparentemente sarebbe appunto quella di avere la fortuna di possedere un dispositivo full-Replicant-compatibile e installarvi sopra Replicant come sistema operativo Android, in quanto attualmente soltanto «Replicant does not cooperate with backdoors». Purtroppo però, pochissimi dispositivi sono tutt’ora compatibili con Replicant.

Perciò, per chi non ha l’opportunità di installare Replicant sul proprio dispositivo, non vi è attualmente alcun modo per risolvere al 100% questa falla di sicurezza. L’unica cosa che la Free Software Foundation consiglia di fare è contattare pubblicamente la Samsung Mobile tramite Twitter per tentare di avere spiegazioni e soprattutto per far conoscere al pubblico questo serio problema. (Tenendo conto che la Samsung Mobile può anche essere contattata tramite email).

In attesa di una versione funzionante di Replicant per il nostro dispositivo, attendiamo anche noi una risposta da parte di Samsung Mobile.

WhatsApp Plus per Android: Illegale al 100%

È da poco nata un applicazione chiamata WhatsApp Plus.

Screenshot WhatsApp Plus sito Internet
Screenshot homepage WhatsApp Plus

Perchè averla assolutamente? La risposta è che probabilmente dovresti assolutamente non averla.

Prendi una buona boccata di aria legale e parliamo in termini puramente critici poichè scommetto che sei stanco di sentire solo frasi come «Ha nuove icone!!!!! WOW!! Ha le faccine a “budini” come Hangout!!!. Noooo! La devo avere!»
Beh perciò analizziamo la situazione con alcune constatazioni:

  1. Ha molti aspetti teneri

    Commento personale:

    OK, torniamo alle cose serie…

  2. Non è un’applicazione ufficiale

    Spero tutti sappiano che WhatsApp Plus non è realizzata dal team di WhatsApp. Ciò naturalmente significa che è realizzata da un perfetto sconosciuto che ha messo su un sito e la fa scaricare da lì.
    Quella di far scaricare un’app da un sito è una cosa perfettamente normale, il problema è un altro: È realizzata da un perfetto sconosciuto di cui dovete fidarvi, poichè il codice sorgente dell’applicazione non è stato rilasciato e nessuno per voi potrà mai andare a constatare cosa WhatsApp Plus stia veramente facendo con i permessi richiesti dal vostro dispositivo e con i dati che voi inserite.

    Quest’ultimo fatto in realtà non dovrebbe sconvolgere i normali utilizzatori di WhatsApp più di tanto: Anche WhatsApp è realizzata da un tizio che “non conoscete”, dove con “non conoscete” si intende sempre che WhatsApp non è mai stata rilasciata ufficialmente con il codice sorgente visibile a tutti in trasparenza e per cui non potete ora lamentarvi di non sapere se WhatsApp Plus “vada bene o no” poichè neanche per WhatsApp probabilmente vi siete mai posti la domanda “se andasse bene o meno”.

    In ogni caso potete fare questa considerazione di puro relativismo fra WhatsApp e WhatsApp Plus, in termini strettamente tecnico/legali:

    • WhatsApp è comunque per la sua licenza inaffidabile (non è software libero: Cioè nessuno può dire per te se WhatsApp sia trasparente nelle sue azioni)
    • Una cosa che si basa su WhatsApp come fa per cui ad essere ancora più affidabile?

    Stesso discorso per qualunque altro software non libero (sofware proprietario): La pecca è sempre la stessa: Non sarà mai trasparente nelle sue azioni per definizione della sua licenza.

    (Piccola parentesi, salta il paragrafo se sei già annoiato: WhatApp Plus non è come per esempio EMule; in EMule (che è un software libero) qualsiasi tizio si può legalmente e liberamente inventare un “Emule Plus”, inoltre chiunque ti potrà sempre dire cosa sta facendo sul tuo computer “EMule” e cosa sta facendo questo ipotetico “EMule Plus” se anche questo EMule Plus fosse rilasciato come software libero (nel caso specifico lo deve essere poichè EMule è copyleft: Le modifiche ad “EMule” devono cioè rimanere software libero) chiunque a sua volta ti potrebbe dire se “va bene o meno” in modo strettamente tecnico osservando il suo codice sorgente, ed in ogni caso sarebbe perfettamente legale realizzare appunto questo ipotetico “EMule Plus”.)

    Ma questi sono discorsi veramente generici e applicabili al 98% dei software che avete nel vostro telefono probabilmente. Per cui il vero problema è un altro se siete stati in filo con il discorso:

  3. WhatsApp Plus è forse illegale al 99%?

    Ricapitoliamo un attimo:

    • WhatsApp Plus nasce da WhatsApp;

    OK, dò un altro indizio:

    • WhatsApp è software proprietario ⇒ Non è stato rilasciato il codice sorgente;

    OK ripeto l’altro indizio dato che pare nessuno ci stia giungendo con le proprie cellule grigie:

    Da Wikipedia: «Il software proprietario, chiamato anche privato, non libero, o closed source, è un software la cui licenza consente al beneficiario il suo utilizzo sotto particolari condizioni ed impedendone altre come la modifica, la condivisione, lo studio, la ridistribuzione o l’ingegneria inversa. […]»

    Per cui ecco il pensiero critico a voi lecito:

    1. Dunque: WhatsApp Plus nasce da WhatsApp;
    2. Poi: WhatsApp e WhatsApp Plus sono fatti da persone differenti;
    3. E ricordando: WhatsApp è software proprietario (perciò close source);
    4. Quindi: Whats App Plus, come è nato se non ha potuto prendere il codice sorgente di WhatsApp per funzionare? :roll:

    Quello che ha fatto lo sviluppatore di WhatsApp Plus perciò per realizzare la sua WhatsApp Plus si chiama “Software Engineering” ovvero si prende WhatsApp e si tenta di ottenerne il codice sorgente in modo quasi certamente illegale, e ripetendo per la terza volta Wikipedia, qualunque software proprietario nasce appunto per impedire che qualcuno faccia proprio questo: Modifichi la propria versione.

  4. Uhm no: È proprio illegale al 100%!

    Perciò sì, WhatsApp Plus è nella teoria quasi sicuramente illegale, ma vedrete che sarà WhatsApp ad esprimersi presto a riguardo. Anzi, si è già espressa da tempo che sbadato! Esistono i Termini di Servizio di WhatsApp:

    Da Termini di Servizio di WhatsApp: «[..] you will not attempt to reverse engineer, alter or modify any part of the Service; and (iv) you will otherwise comply with the terms and conditions of these Terms of Service and Privacy Policy. [..]»

    Dove “Service” legalmente e inequivocabilmente ha il significato di: «[..] WhatsApp Messenger and the WhatsApp Site, [..]»

    Serve un traduttore per poter capire che è proibito il software enginering, o comunque qualsiasi altresì forma di alterazione o modifica a qualsiasi parte di WhatsApp? E vi stupisce tuto ciò?

It’s the proprietary software’s world.

Comunque puoi sempre usare Telegram: Un software libero il cui servizio è rilasciato senza fini di lucro.

Software libero a portata di Android con F-Droid

Android è un software libero, in teoria.

Ciò significa che abbiamo il diritto legale di usare Android per qualsiasi scopo, di studiarlo e modificarlo, di re-distribuirlo, bla bla bla, poichè ce lo dice la licenza. (A parte che non è vero, dato che praticamente tutti gli smartphone hanno tonnellate di software non libero pre-installato… ma comunque…)

Ma… le applicazioni?

F-Droid
F-Droid, “Market” per Android di software libero

Intanto inizia a prendere il tuo Android, vai a questo indirizzo, e scarica F-Droid:

F-Droid.org

Ah, prima di farlo, vai in Impostazioni > Sicurezza e abilita “Origini sconosciute” (e se vuoi disabilita “Verifica app”).

Con la prima opzione stai dicendo che vuoi scaricare app che abbiano qualsiasi origine. È giusto: vuoi la libertà di fare quello che ti pare.

Con la seconda opzione dici a Google che non vuoi che tu sia controllato per ogni applicazione che installi. È opzionale, noi lo facciamo perchè non ci piace essere sotto il controllo di Google.

Dicevamo, ovviamente gli sviluppatori fanno quello che vogliono con le loro applicazioni e ci mettono le licenze che vogliono. Ma se volessimo essere devoti al software libero e alla nostra privacy, abbiamo il diritto legale di disattivare pure tutte le applicazioni di terze parti (ciò significa anche quelle dei servizi Google come Gmail e Google Play stessi. Esatto, sono di terze parti: non fanno originariamente parte di Android e hai il diritto di disattivarle in qualsiasi modo se hai voglia, e di rimpiazzarle), e iniziamo una nuova vita liberi… come il software! F-Droid in questo ci dà una mano.

F-Droid è un’applicazione che permette di scaricare altre applicazioni di cui si ha la piena certezza che siano libere, ma trovi ulteriori informazioni sulla pagina di Wikipedia di F-Droid (che fra l’altro abbiamo scritta noi!)

Ecco alcune applicazioni che potrai trovare su F-Droid (ultimo aggiornamento 18 gennaio 2016) in ordine pseudo casuale come-mi-pare:

  1. Acrylic Paint
    Semplice strumento di disegno multitouch. OK, non vale, l’abbiamo fatta noi
  2. Mozilla Firefox
    Mica può mancare Il Browser.
    (Gli avvertimenti in rosso sono spiegati nella descrizione dell’app, non ti spaventare.)
  3. K-9 Mail
    Il client di posta più completo per il tuo smartphone. Si interfaccia a OpenKeyChain per mandarsi email in modo cifrato (vedi il “nostro” indovinello a proposito di cifratura).
  4. Apollo
    Un player musicale.
  5. Calculator
    Calcolatrice che plotta grafici.
  6. Barcode Scanner
    Fotografa una miriade di tipi di codici a barre o di QR Code e recupera le informazioni che contengono. Permette anche di generarli.
  7. Dimmer
    Per usare il telefono al buio senza esserne abbagliati.
  8. AFWall+
    Permette di negare Internet alle singole applicazioni via WiFi, 3G.
  9. FasterGPS
    Aumenta le prestazioni del proprio ricevitore GPS configurandolo con server di geolocalizzazione più vicini.
  10. Amaze File Manager
    Davvero un ottimo file manager.
  11. Sky Map
    Punta il telefono verso il cielo, ed ammira le stelle!
    L’applicazione è costruita senza la liberia di tracciamento di Google Analytics, e utilizza soltanto le sue mappe stellari.
  12. LibreOffice Viewer Beta
    La suite per ufficio libera, per eccellenza, ora su Android.
  13. Conversations
    Applicazione che si basa sul protocollo XMPP (Jabber), ovvero è in grado di gestire molteplici account di chat come per esempio la Facebook Chat (postedit: no, da qualche tempo Facebook ha chiuso questo protocollo…) o Google Talk (che sarebbe Hangout).
  14. OsmAnd~
    Navigatore per qualsiasi luogo, offline (si basa su OpenStreetMap).
  15. Shattered Pixel Dungeon
    Un gioco che fa della difficoltà la sua bellezza.
  16. oandbackup
    Backup e restore delle singole applicazioni. Serve il root ovviamente!
  17. ownCloud client
    Chi sa cos’è lo amerà; chi non lo sa non gli serve a molto. Ma presto parleremo di ownCloud, giuro.
  18. BusTo
    Se sei Piemontese! Sì, l’abbiamo fatta noi
  19. MineSweeper
    OK, anche questa l’abbiamo fatta noi
  20. Chord Shift
    Per traslare accordi musicali in fretta.
    OK, anche quest’ultima l’abbiamo fatta noi Basta. Per ora.
  21. Kontalk
    Chat cifrata end-to-end pronta al volo 100% software libero con server distribuiti guidati dalla comunità? Kontalk. Un Italiano fra i principali sviluppatori. Si basa sull’amato protocollo XMPP.
    Ci abbiamo donato qualche spicciolino, se lo meritano. Bravi team Kontalk!

E infine:

  • Cowsay
    Originariamente nato per GNU/Linux la cui unica (in)utilità è generare mucche e altre bestie strane sotto forma di testo. Tipo:
 ____________________
( Viva viva F-Droid! )
 --------------------
   o
    o
        .--.
       |o_o |
       |:_/ |
      //   \ \
     (|     | )
    /'\_   _/`\
    \___)=(___/

Alcune fra le applicazioni sopra citate ovviamente possono anche trovarsi su Google Play. Ma su F-Droid abbiamo la certezza che siano completamente libere e che non siano state manipolate in un momento intermedio dall’autore.

Continua l’argomento F-Droid su Wikipedia.

Buon F-Droid a tutti!

Terapia anti-trauma da Terminale

E così anche tu vorresti smanettare col Terminale senza dar fuoco al tuo sistema? Se sei così disperato da finire su questo sito per capirne di più, allora eccoti questa guida per iniziare, probabilmente la prima e unica e migliore guida del terminale sulla faccia dell’universo conosciuto.

Immagine di un terminale di un sistema GNU/Linux
Ecco, un tenero terminale GNU/Linux

Ed ecco la tanto attesa serie di FAQ. (Se leggi sta roba, sei proprio messo male).

  • Cos’è GNU/Linux? Cos’è un terminale? Dove provo il terminale?
    Dov’è il terminale?? Alt. Stiamo parlando di sistemi operativi GNU/Linux (come Debian, Fedora, Mandriva, Ubuntu, Red Hat, Puppy, Zorin OS, Linux Mint, e altri miliardi e miliardi…) su cui si può avere accesso ad un terminale. E per la cronaca quella tanto inutile finestrella nera di $ Winzozz ® non è un terminale: con quello ti ci puoi anche pulire il c…omputer. Prendi un CD, un Hard-disk, una chiavetta USB, un telefono, una pietra, un qualsiasi cosa su cui possa partire un sistema operativo GNU/Linux, e quando hai fra le mani un sistema operativo GNU/Linux cerca e apri sto terminale: lo troverai sicuramente. Cerca! Pigrone.
  • Perchè il terminale è nero?
    Non è vero. Ma alla gente rozza e burbera piace nero. E poi prova te a tenere aperta una finestra completamente giallo all’una di notte, avanti! Inoltre il pinguino è in “abiti” neri. Coincidenze? Non credo. Si può ancora dire che il nero snellisca, ma la verità è che è eccitante farsi vedere mentre hai davanti una schermata NERA. Ha il suo fascino.
  • Perchè mi serve sto terminale?
    Ancora la solita storia. Forse ignori quanto esso sia uno strumento di dominio: Nel senso che con esso sei in grado di fare qualsiasi cosa sul tuo sistema in modo molto più diretto ed efficace che con un’interfaccia grafica, senza esagerare. O comunque se non sei in cerca di “questo dominio” ripetiamo comunque che usare un terminale fa molto da smanettone.
  • Sì ma è inutile! Perchè dovrei rinunciare all’interfaccia grafica?
    Da vero babbeo credi che oggi un’umano usi un PC soltanto da una finestra nera?? Beh, in realtà , molti lo fanno. Infatti il bello di GNU/Linux è anche che l’intero sistema che conosci (ovvero quella tenera interfaccia grafica) in realtà è solo uno specchietto per le allodole: Il sistema in realtà è ben altro, ben più stabile, e completamente gestibile dalla tua solida linea di comando (il terminale). Perciò sì: Puoi gestire il tuo sistema solo da una finestra nera se ti va. E sì: Il sistema non è per nulla dipendente da icone e pulsanti da femminucce. E no: non sei ovviamente costretto ad abbandonare la tua amata interfaccia grafica per non tradire la linea di comando: Le due cose convivono benissimo da sempre.

E ricorda!

  1. Ricorda che solitamente nel terminale che troverai nel tuo sistema operativo GNU/Linux CTRL+C e CTRL+V non li puoi usare per copiare e incollare perchè sono tasti riservati ad altre funzioni. Se proprio vuoi farlo di solito si usa: CTRL+Maiusc+C e CTRL+Maiusc+V.
  2. Ricorda che se scrivi un comando devi poi premere INVIO per lanciarlo! Ricorda inoltre che non tutti i comandi scrivono qualcosa sullo schermo! Non ti stupire perciò se lanciando un comando ti sembra che non succeda niente… Un comando lanciato viene sempre eseguito, e se vi sono errori di solito vengono stampati sullo schermo per aiutarti a riprovare.
  3. Ricorda che i comandi sono case-sensitive: MAIUSCOLE e minuscole sono cose molto diverse.

Da ora in poi apri il tuo terminale e prova tranquillamente tutti i comandi in questa pagina. Nessuno di questi ti distruggerà il sistema.
(O almeno credo… –Muahahah!-)

MAN

man è il comando che apre i manuali. Devi imparare ad usarlo, poichè qualche poveraccio avrà impiegano un sacco di tempo per scriverli, porta un po’ di rispetto.

Devi sapere che tutti i comandi hanno opzioni e valori differenti. Il manuale aperto da man ti permette così di sapere praticamente tutto su tutto.

(All’inizio è piuttosto caotica come esperienza. Si comprende però quanto questo sia uno strumento basilare. Impegnati per capire come siano organizzate le informazioni: Anche se ci vorrà un po’ per fare pratica, la documentazione dei manuali è uno standard da saper leggere.)

ATTENZIONE: Per uscire dal manuale si digita “q” (iniziale di quit). Ci si sposta con le frecce su-giù.

Esempi di utilizzo.

  • Per aprire il manuale del comando ping:
    man ping
  • Per aprire il manuale sul comando man:
    man man

NANO

Hai presente un qualunque programma per scrivere file di testo? Ecco. Questo comando apre un vero e proprio editor all’interno del terminale, con cui potrai scrivere. Ovviamente ti ricordiamo che ti devi scordare bottoni e pulsanti, quindi cerca di capire che tutte le cose che vuoi fare si potranno fare solo con la tastiera, e sicuramente in qualche modo sensato e intuitivo. (I programmatori sono molto pigri, niente sarà mai troppo complicato).

Significa che per salvare, uscire, tagliare, incollare, dovrai usare alcune furbe combinazioni di tasti, di solito CTRL + una lettera.

  • Aprire l’editor nano per lavorare su un file (esistente o non):
    nano file.txt

ATTENZIONE: Osserva in basso, vedrai queste azioni:

Le combinazioni di CTRL + lettera fornite da nano
Azioni tramite CTRL + Lettera

Queste sono azioni che puoi fare, attivabili con con CTRL+LETTERA. Per esempio ^O Salva, significa che salvi con CTRL+o.

Il salvataggio si conferma con INVIO.

PWD

Lo sai che il terminale è anche un gestore file? Nel senso che permette di andare su e giù per le cartelle del sistema. Col terminale sei sempre dentro a una cartella (chiamata cartella di lavoro o working directory). Per sapere in quale cartella ci si trova, si lancia il comando pwd (“print working directory”).

  • Sapere in che cartella mi trovo:
    pwd

    Risultato d’esempio:
    /home/nome_utente
    Significa che si sta lavorando nella cartella “nome_utente”, contenuta in “home”. Quando si apre un terminale solitamente è sempre così.

LS

Questo comando è utilissimo, significa list ed elenca i file e cartelle. Ha molti usi. Alcuni esempi:

  • Elencare i file dell’attuale cartella di lavoro (puoi sapere l’attuale cartella di lavoro con il comando pwd):
    ls
  • Per elencare i file di una cartella specifica:
    ls /home
  • Per elencare i file con una lunga serie di informazioni (vedremo dopo cosa sono queste informazioni):
    ls -l
  • Per elencare anche i file nascosti (i file che hanno il nome che parte con un punto si dicono “nascosti”):
    ls -a
  • Gli ultimi tre comandi messi insieme: (in quattro modi diversi, per fare la stessa cosa.)
    ls -l -a /home
    ls -a -l /home
    ls -la /home
    ls -al /home

Di per se questo comando stampa tutti i file che vi sono dentro alla cartella selezionata. Se trova altre cartelle, ovviamente non ci entra dentro per stampare pure il loro contenuto. Se invece desideri proprio stampare TUTTO quello che vi è dentro una cartella, che l’opzione -R, che sta per “Ricorsione”.

  • Stampare ricorsivamente tutti i file dentro a una cartella e dentro a tutte le cartelle di quella cartella eccetera:
    ls -R /home

CD

Questo comando è basilare, e significa change directory. Serve per spostarsi all’interno di una cartella a tua scelta. (Capitan Ovvio.)

Esempi:

  • Per entrare nella propria cartella personale di default (Esatto, il tuo utente ha una cartella personale di default):
    cd
  • Per entrare in una cartella specifica (come ad esempio la cartella /var/log, che è una cartella solitamente dedicata a tutti i file di log del sistema):
    cd /var/log
  • Oppure per fare la stessa cosa precedente, posso digitare questi uno alla volta: Col primo impongo di partire dalla base di tutte le cartelle (“/”), e poi via via mi addentro fino a dove voglio arrivare:
    cd /
    cd var
    cd log

MKDIR/RMDIR

Il comando mkdir sta per “make directory”, cioè crea nuove cartelle. Il suo opposto è rmdir, che però per sicurezza permette di eliminare soltanto cartelle vuote (vedremo più tardi come cancellare cartelle piene).

Esempi pratici:

  • Per creare la cartella PROVA:
    mkdir prova
  • Per creare più cartelle insieme, in un numero arbitrario:
    mkdir provauno provadue provatre
  • Per creare la cartella miao, dentro la cartella ciao, dentro la cartella prova:
    mkdir prova/ciao/miao

Per tutti ovviamente verrà un errore se la cartella esiste già, oppure se si sta creando qualcosa dentro una cartella che non esiste. Per cui:

  • Per eseguire il comando di prima senza eventuali errori:
    mkdir -p prova/ciao/miao

CAT

  • Hai un file di cui vorresti sapere il contenuto?
    cat file1.txt
  • Hai due o più file di cui vorresti sapere il contenuto?
    cat file1.txt file2.txt

Deluso?

Deluso da questa guida? Eh per forza!

Per scusarci poi ci dedichiamo al comando aircrack-ng.

Installazione di Ubuntu 13.10

Con la scuola ho dovuto stilare una guida di installazione di Ubuntu, dal momento in cui si inserisce il CD di installazione in poi.
Se può tornare utile, eccola:

Parte dell'installazione di Ubuntu 13.10
Guida all’installazione di Ubuntu

Link diretto:

https://blog.reyboz.it/files/2013/10/Installazione-di-Ubuntu.pdf

Link minificato:

http://me.reyboz.it/p974vv

Copertine musicali su Android con Cover Art Downloader

In questo articolo tratteremo un argomento che sta particolarmente a cuore agli utenti Android amanti della musica: Le copertine degli album nella sezione “Musica”.

Nel celebre sistema operativo per dispositivi mobili, Android, l’applicazione “Musica” è suddivisa in quattro sezioni per la selezione dei brani musicali in base ad: “Artista”, “Album”, “Canzoni” o “Playlist”, la seconda sarà quella che prenderemo in considerazione.
Nelle versioni meno recenti dell’O.S. in questione, infatti, la sezione “Album” presenta la lista dei nostri album ed a sinistra le relative copertine.

Queste ultime, però, non possono essere visualizzate o modificate direttamente dal cellulare e ciò che otterremo sarà sempre questo:

Cover Art Downloader Reyboz Blog

I riquadrini ci mostreranno dunque non la copertina esatta dell’album ma bensì l’immagine di default di Android, il che risulterà brutto a vedersi, soprattutto per i più affezionati alla propria musica…
Ed è qui che entra in gioco Cover Art Downloader: un’applicazione gratuita facilmente scaricabile dal Play Store

Cover Art Downloader ReybozBlog 2

Una volta aperta, questa applicazione si presenterà così:

Cover Art Downloader ReybozBlog 3

Sarà dunque sufficiente toccare l’album a cui desideriamo abbinare la propria copertina affinchè Cover Art Downloader avvii una veloce ricerca

Cover Art Downloader ReybozBlog 4

A termine della quale l’applicazione ci chiederà di confermare la copertina trovata

Cover Art Downloader ReybozBlog 5

Affinchè ciò avvenga correttamente dovremo soltanto assicurarci di essere connessi ad Internet e di aver rinominato le cartelle degli album musicali nella scheda SD del nostro cellulare con il nome esattamente uguale a come quest’ultimo è stato pubblicato; in caso contrario la ricerca di Cover Art Downloader non andrà a buon fine, ma ci verrà comunque data la possibilità di avviarne un’altra dopo aver reinserito il titolo dell’album, questa volta correttamente,  potrete così godervi anche voi una libreria musicale così:

Cover Art Downloader ReybozBlog 6