Motore di ricerca Reyboz Search 2011-NG

Il Reyboz search 2011 sta per tornare in una nuova generazione!

Lo spirito notturno dell’atteso motore di ricerca mondiale bloccato da un errore di convalidazione negli inizi di novembre, è ora fermato solo da un breve periodo di prova, prima di essere di nuovo lanciato nel cielo:

Nuove funzionalità ci aspettano tra cui la ricerca fra le immagini e una ultraleggera versione per cellulari, sfidando a testa alta velocità pazzesche e mantenendo effetti grafici originali, tornando come nuovo nella sua piccola semplicità nell’accattivante nero della notte.

Reyboz search 2011

Abbiamo pensato in grande: Il nuovo progetto Reyboz search 2011 New Generation è stato concepito con l’idea di basarlo su script adattati e studiati criticamente per una lettura universale da parte di ogni browser internet, realizzando un sogno:

Garantire un motore velocissimo per ogni tipo di browser e per ogni tipo di connessione limitata.

Reyboz search 2011

Motore di ricerca Reyboz Search

Il 3 ottobre 2010 era arrivato online il “motore di ricerca” Reyboz search, che utilizzava come spunto Neroogle, cioè era un semplice launchpad di Google ma a sfondo nero.

Google offre a tutti gli utenti registrati di creare il proprio motore di ricerca personalizzato, e avevamo sfruttato ciò finchè non ce l’hanno inspiegabilmente rimosso.

Il Reyboz Search permetteva di rilassare gli occhi anche dopo aver inserito la query di ricerca grazie al layout in scale di grigi, mentre ora lo è soltanto nella schermata iniziale.

E va beh…

Google a risparmio energetico? – Blackr? Yeeeah!(?)

Blackr è stato “Google in abito scuro” (ora è uno squallido blog pubblicitario).

Blackr - Google in abito nero - Reyboz Blog
http://blackr.it

Secondo l’autore di Blackr, avere una versione di Google completamente nera aiuterebbe a far risparmiare energia e a salvare il pianeta.

I conti secondo l’autore

  • Google conta circa: 200 milioni di ricerche al giorno
  • L’utilizzo medio di Google è di: 10 secondi al giorno/persona

Quindi in totale su Google si trascorrerebbero in media 550 mila ore al giorno.

Ma continua:

  • Se un monitor sulla pagina bianca di Google utilizza circa: 74 Watt
  • Mentre Blackr ne fa consumare circa: 56 Watt

Il risparmio mondiale annuale sarebbe mediamente di: 3000 Megawatt/ora all’anno.

L’autore continua dicendo che una centrale nucleare produce in media 1600 Megawatt… e che utilizza circa 30 tonnellate di uranio, «ditemi voi perchè non provare».

Bisogna subito passare a Blackr perchè altrimenti siamo spacciati usando Google perchè il bianco consuma e il nero no mentre il nero non consuma e il bianco sì insomma no uranio no centrali nucleari!1!1!1!

L’autore di Blackr afferma che usare Blackr potrebbe salvare i nostri figli, i nostri nipoti, i gatti dei nostri nipoti, …, però bisognerebbe anche considerare che la persona che ha tirato su questo sito guadagna vagonate di soldi in pubblicità tramite un servizio offerto da Google chiamato Google CSE, che permette appunto di offrire una pagina di risultati di Google personalizzata (qui, in “nero”). Insomma, più gente usa questo servizio più gente clicca sui risultati in evidenza da Google Adword → più gente clicca sui risultati di Google Adword e più Blackr guadagna vagonate di soldi.

Inoltre usando Blackr si sta regalando a Blackr qualsiasi propria parola digitata. OK, mediamente a nessuno interessa la propria privacy, ma se foste voi i proprietari di Blackr, immaginate di poter sapere cosa ha cercato chi.

Piccola parentesi: già Google ha questo problema:

È lo stesso problema che ha anche Google
It’s the same problem Google has

Ammetto di aver usato Blackr per un bel periodo, ma in ogni caso ho sempre avuto il componente aggiuntivo Self-destructing cookies e Adblock Edge abilitati sul mio bel Mozilla Firefox, per ogni sito esistente.

Insomma, può davvero Blackr salvarci? Io credo neanche minimamente. Tutti piuttosto dovrebbero sapere che i drammi ecologici stanno alla fonte. Insomma a parer mio si è riusciti a fare vagonate di soldi nel nome dell’ambiente, strumentalizzando gli ambientalisti.

Una stretta di mano virtuale ad un grande business-man: l’autore di Blackr. Riuscendo a far vagonate di soldi facendo informaticamente nulla e ecologicamente quasi niente. (Ricorderei che diversi “giornalisti” hanno sponsorizzato “a gratis” Blackr nei più disparati servizi televisivi sulla tecnologia, Rai e Mediaset).

Geniale.

(Immagine ovviamente presa da xkcd, sotto licenza CC-By-Nc.)

Semplice pesce d’Aprile con Google

Soltanto un piccolissimo scherzo creato per un pesce d’aprile, realizzato scopiazzando Google e apportando un semplicissimo script in Javascript ad una pagina.

Immagine di errore di Google (totalmente inventato) creato utilizzando Javascript - Reyboz Blog

Link diretto: Google scherzo 1.0

Principalmente lo script si basa sull’effettuare una finestra Alert ogni volta che avviene l’evento ‘Clic’, niente di complicato:

ONCLICK="javascript:alert('Errore');"

E’ possibile trascinare il link dello scherzo sul simbolo homepage (Icona tasto homepage - Reyboz Blog) del vostro browser: in modo che il prossimo che accederà ad internet si cuccherà questo semplice scherzo.