Perplessità sulla Cookie Law

La famosa Cookie Law è una legge Europea che costringe qualsiasi sito Europeo (ehy, anche noi!) a inserire un’Informativa sulla privacy in ogni pagina del proprio sito.

Polemiche:

  1. Si è parlato di 120.000€ di multe a chi non sottostasse. Il caos.
    (so anche dirlo a parole… centoventimila euro! asd.)
  2. L’utente deve capire cosa sia un cookie
    (Insomma, a nessun utente frega niente di ‘ste cose. Tutti vogliono solo continuare a navigare e ad essere tracciati in pace e a vedere le pubblicità di anticoncezionali su un sito di un panettiere, se per caso il giorno prima si è visitato un sito di pornografia.)
  3. Il possessore del sito deve capire quali “tipi” di cookie sta usando sul suo sito
    (Insomma, a nessun possessore di un sito frega niente di ste cose. Vogliono solo continuare a tracciare i propri utenti. Insomma, più ste scimmie vedono pubblicità che li riguardano e più arrivano le monetine.)
  4. Alcuni siti hanno il bottone “Non accetto” (i cookie) per non accettare l’informativa sulla Cookie Law. Quando l’utente lo preme ovviamente si becca un cookie proprio per ricordare al sito che… non ha accettato i cookie! :roll:

Cos’è un cookie

È uno standard molto comodo per salvare qualche informazione sulla tua navigazione. Esempio: se tu mi rubassi i cookie, su questo sito ci sarebbe scritto: «Benvenuto amministratore». Anche se tu non sapessi la mia password. Ecco quindi un banale esempio su cosa accade quando io digito la mia password di amministrazione su questo sito, e quando subentrano i cookie:

  1. Io → Sito: (Ho il sito, bene! Digito nome utente e password)
  2. Sito → Io: «Password giusta! Benvenuto amministratore! Ora per favore salva un cookie chiamato ‘USER=BOZ;TOKEN=KASJDLKASJDKLASJDLASJDKLAJLKSDA’. Per me significherà che sei già loggato e non ci sarà bisogno che tu ripeta ogni santa volta la procedura di login!»
  3. Io → Sito: «Ehy, grazie! Me li salvo subito e te li manderò ad ogni prossima visita! Che belli i cookie! Che buoni! Così ora ad ogni visita sarò sempre amministratore, ma non continuerò ad autenticarmi “a mano”!»

La morale di questa favola a lieto fine: Oltre alle normali informazioni che l’utente può passare ad un sito, è prassi che un sito chieda al browser di memorizzare piccole porzioni di dati sul proprio browser. I cookie sono quei dati.

Dove sta la malvagità? Perchè l’Europa vuole che io sappia queste cose? Perchè? Io non ci volevo neanche venire su questa pagina.

Questa è la rappresentazione grafica di quello che invece accade quando un sito carica particolari contenuti da altri siti cioè fa appositamente uso di “cookie di terze” parti: se visiti Facebook, Google o Libero.it, o qualsiasi altro sito sul pianeta dove si fa uso di cookie di terze parti (quasi tutti, purtroppo) ci saranno sempre altri siti (come amazon-adsystem.com, googleapis.com, o doubleclick.net, ecc) che saranno appositamente richiamati da loro per tracciare la vostra navigazione nei modi più efficaci.

Così, se ad esempio visito siti che parlano di giardinaggio (e dove l’autore del sito utilizzava ad esempio qualche servizio di Google per contare i visitatori, come Google Analytics) allora su Google e su altri siti in cui si sfruttano i servizi di Google (come Google Adsense) avrò pubblicità inerenti al giardinaggio.

Cookie - LigntBeam Mozilla Firefox
Cookie di terze parti

Insomma, sarebbe bellissimo possedere uno di quei “nodi” che si vedono nell’immagine e che stanno in mezzo al mucchio: si possederebbero allora i rubinetti del web e si potrebbero guadagnare miliardi di milioni di euro nel mostrare la giusta pubblicità alla giusta persona, nel cedere queste informazioni a determinati siti per operazioni di marketing mirato e molto altro.

I cookie permettono di identificare la tua sessione durante ogni singolo passaggio di sito in sito, se qualcuno di quei siti utilizza cookie di terze parti.

  • Se la cosa ti interessa, installa un browser libero come Mozilla Firefox e installa LightBeam per studiare che impatto hanno i cookie sulla tua identità, di sito in sito.
  • Se la cosa ti infastidisce, installa µBlock, Self Destructing Cookies e NoScript.
  • Se usi uno smartphone devi sapere che la maggior parte del software proveniente dagli store ufficiali è compromesso da librerie di monitoraggio come Google Analytics: molto peggio di semplici cookie! Se usi Android, inizia a conoscere F-Droid per evitare questo spiacevole comportamento alla radice.
  • Se sei proprietario di un sito rifletti se la privacy dei tuoi utenti vale davvero quei centesimi provenienti dal tracciamento degli utenti. Rifletti se continuare ad utilizzare cookie dei terze parti.

Scoperta backdoor nei Samsung Galaxy

Sono venuto a conoscenza che gli sviluppatori di Replicant il 28 gennaio del 2014 hanno dimostrato la presenza di una pericolosa backdoor che affligge la maggior parte dei dispositivi Samsung Galaxy, fra i quali:

  • Nexus S (I902x)
  • Galaxy S (I9000)
  • Galaxy S 2 (I9199)
  • Galaxy Note (N7000)
  • Galaxy Nexus (I9250)
  • Galaxy Tab 2 7.0 (P31xx)
  • Galaxy Tab 2 10.1 (P51xx)
  • Galaxy S 3 (I9300)
  • Galaxy Note 2 (N7100)

La causa di questa backdoor consisterebbe nel driver di rete proprietario Samsung IPC che permetterebbe a una persona remota di avere accesso al sistema Input/Output del filesystem del dispositivo e cioè chiunque in rete potrebbe leggere o scrivere qualcosa da remoto nella memoria interna/esterna.

Sempre secondo gli sviluppatori di Replicant (che si tratta di una versione di Android esclusivamente contenente software libero, ufficialmente supportata dalla Free Software Foundation come progetto “ad alta priorità”) gli smartphone che sono potenzialmente afflitti da questa vulnerabilità potrebbero sicuramente essere molti di più, in quanto il team di sviluppo ha scoperto questa falla solo perchè aventi a disposizione esclusivamente quei dispositivi. In futuro, con il susseguirsi delle donazioni verso Replicant, probabilmente saranno in grado di acquistare ancora altri dispositivi e di scoprire ulteriori modelli afflitti da questa pericolosa falla di sicurezza e di creare una versione di Replicant anche per questi dispositivi per risolvere il problema.

Purtroppo questo problema di sicurezza è legato a driver proprietari, e perciò nessuno (fuorchè Samsung) ha il potere legale di risolverlo su versioni di Android contenenti questi driver. L’unica risoluzione al problema apparentemente sarebbe appunto quella di avere la fortuna di possedere un dispositivo full-Replicant-compatibile e installarvi sopra Replicant come sistema operativo Android, in quanto attualmente soltanto «Replicant does not cooperate with backdoors». Purtroppo però, pochissimi dispositivi sono tutt’ora compatibili con Replicant.

Perciò, per chi non ha l’opportunità di installare Replicant sul proprio dispositivo, non vi è attualmente alcun modo per risolvere al 100% questa falla di sicurezza. L’unica cosa che la Free Software Foundation consiglia di fare è contattare pubblicamente la Samsung Mobile tramite Twitter per tentare di avere spiegazioni e soprattutto per far conoscere al pubblico questo serio problema. (Tenendo conto che la Samsung Mobile può anche essere contattata tramite email).

In attesa di una versione funzionante di Replicant per il nostro dispositivo, attendiamo anche noi una risposta da parte di Samsung Mobile.

WhatsApp Plus per Android: Illegale al 100%

Attenzione, questo articolo è estremamente logorroico.

TL;DR
Non usare WhatsApp Plus! (…e manco WhatsApp!)

È da poco nata un applicazione chiamata WhatsApp Plus.

Perchè averla assolutamente? La risposta è che probabilmente dovresti assolutamente non averla.

Prendi una buona boccata di aria legale e parliamo in termini puramente critici poichè scommetto che sei stanco di sentire solo frasi come «Ha nuove icone!!!!! WOW!! Ha le faccine a “budini” come Hangout!!!. Noooo! La devo avere!»
Beh perciò analizziamo la situazione con alcune constatazioni:

  1. Ha molti aspetti teneri

    Commento personale:

    OK, torniamo alle cose serie…

  2. Non è un’applicazione ufficiale

    Spero tutti sappiano che WhatsApp Plus non è realizzata dal team di WhatsApp. Ciò naturalmente significa che è realizzata da un perfetto sconosciuto che ha messo su un sito e la fa scaricare da lì.
    Quella di far scaricare un’app da un sito è una cosa perfettamente normale, il problema è un altro: È realizzata da un perfetto sconosciuto di cui dovete fidarvi, poichè il codice sorgente dell’applicazione non è stato rilasciato e nessuno per voi potrà mai andare a constatare cosa WhatsApp Plus stia veramente facendo con i permessi richiesti dal vostro dispositivo e con i dati che voi inserite.

    Quest’ultimo fatto in realtà non dovrebbe sconvolgere i normali utilizzatori di WhatsApp più di tanto: Anche WhatsApp è realizzata da un tizio che “non conoscete”, dove con “non conoscete” si intende sempre che WhatsApp non è mai stata rilasciata ufficialmente con il codice sorgente visibile a tutti in trasparenza e per cui non potete ora lamentarvi di non sapere se WhatsApp Plus “vada bene o no” poichè neanche per WhatsApp probabilmente vi siete mai posti la domanda “se andasse bene o meno”.

    In ogni caso potete fare questa considerazione di puro relativismo fra WhatsApp e WhatsApp Plus, in termini strettamente tecnico/legali:

    • WhatsApp è comunque per la sua licenza inaffidabile (non è software libero: Cioè nessuno può dire per te se WhatsApp sia trasparente nelle sue azioni)
    • Una cosa che si basa su WhatsApp come fa per cui ad essere ancora più affidabile?

    Stesso discorso per qualunque altro software non libero (sofware proprietario): La pecca è sempre la stessa: Non sarà mai trasparente nelle sue azioni per definizione della sua licenza.

    (Piccola parentesi, salta il paragrafo se sei già annoiato: WhatApp Plus non è come per esempio EMule; in EMule (che è un software libero) qualsiasi tizio si può legalmente e liberamente inventare un “Emule Plus”, inoltre chiunque ti potrà sempre dire cosa sta facendo sul tuo computer “EMule” e cosa sta facendo questo ipotetico “EMule Plus” se anche questo EMule Plus fosse rilasciato come software libero (nel caso specifico lo deve essere poichè EMule è copyleft: Le modifiche ad “EMule” devono cioè rimanere software libero) chiunque a sua volta ti potrebbe dire se “va bene o meno” in modo strettamente tecnico osservando il suo codice sorgente, ed in ogni caso sarebbe perfettamente legale realizzare appunto questo ipotetico “EMule Plus”.)

    Ma questi sono discorsi veramente generici e applicabili al 98% dei software che avete nel vostro telefono probabilmente. Per cui il vero problema è un altro se siete stati in filo con il discorso:

  3. WhatsApp Plus è forse illegale al 99%?

    Ricapitoliamo un attimo:

    • WhatsApp Plus nasce da WhatsApp;

    OK, dò un altro indizio:

    • WhatsApp è software proprietario ⇒ Non è stato rilasciato il codice sorgente;

    OK ripeto l’altro indizio dato che pare nessuno ci stia giungendo con le proprie cellule grigie:

    Da Wikipedia: «Il software proprietario, chiamato anche privato, non libero, o closed source, è un software la cui licenza consente al beneficiario il suo utilizzo sotto particolari condizioni ed impedendone altre come la modifica, la condivisione, lo studio, la ridistribuzione o l’ingegneria inversa. […]»

    Per cui ecco il pensiero critico a voi lecito:

    1. Dunque: WhatsApp Plus nasce da WhatsApp;
    2. Poi: WhatsApp e WhatsApp Plus sono fatti da persone differenti;
    3. E ricordando: WhatsApp è software proprietario (perciò close source);
    4. Quindi: Whats App Plus, come è nato se non ha potuto prendere il codice sorgente di WhatsApp per funzionare? :roll:

    Quello che ha fatto lo sviluppatore di WhatsApp Plus perciò per realizzare la sua WhatsApp Plus si chiama reverse engineering ovvero si prende WhatsApp e si tenta di ottenerne il codice sorgente in modo quasi certamente illegale, e ripetendo per la terza volta Wikipedia, qualunque software proprietario nasce appunto per impedire che qualcuno faccia proprio questo: Modifichi la propria versione.

  4. Uhm no: È proprio illegale al 100%!

    Perciò sì, WhatsApp Plus è nella teoria quasi sicuramente illegale, ma vedrete che sarà WhatsApp ad esprimersi presto a riguardo. Anzi, si è già espressa da tempo che sbadato! Esistono i Termini di Servizio di WhatsApp:

    Da Termini di Servizio di WhatsApp: «[..] you will not attempt to reverse engineer, alter or modify any part of the Service; and (iv) you will otherwise comply with the terms and conditions of these Terms of Service and Privacy Policy. [..]»

    Dove “Service” legalmente e inequivocabilmente ha il significato di: «[..] WhatsApp Messenger and the WhatsApp Site, [..]»

    Serve un traduttore per poter capire che è proibito il reverse enginering, o comunque qualsiasi altresì forma di alterazione o modifica a qualsiasi parte di WhatsApp? E vi stupisce tuto ciò?

It’s the proprietary software’s world.

Comunque puoi sempre usare Telegram che è <em>meno</em> peggio: il client è software libero e il servizio è rilasciato senza fini di lucro.

Terapia anti-trauma da Terminale

E così anche tu vorresti smanettare col Terminale senza dar fuoco al tuo sistema? Se sei così disperato da finire su questo sito per capirne di più, allora eccoti questa guida per iniziare, probabilmente la prima e unica e migliore guida del terminale sulla faccia dell’universo conosciuto.

Immagine di un terminale di un sistema GNU/Linux
Ecco, un tenero terminale GNU/Linux

Ed ecco la tanto attesa serie di FAQ. (Se leggi sta roba, sei proprio messo male).

  • Cos’è GNU/Linux? Cos’è un terminale? Dove provo il terminale?
    Dov’è il terminale?? Alt. Stiamo parlando di sistemi operativi GNU/Linux (come Debian, Fedora, Ubuntu, Red Hat, Puppy, Zorin OS, Linux Mint, e altri miliardi e miliardi…) su cui si può avere accesso ad un terminale. E per la cronaca quella tanto inutile finestrella nera di $ Winzozz ® non è un terminale: con quello ti ci puoi anche pulire il c…omputer. Prendi un CD, un Hard-disk, una chiavetta USB, un telefono, una pietra, un qualsiasi cosa su cui possa partire un sistema operativo GNU/Linux, e quando hai fra le mani un sistema operativo GNU/Linux cerca e apri sto terminale: lo troverai sicuramente. Cerca! Pigrone.
  • Perchè il terminale è nero?
    Non è vero. Ma alla gente rozza e burbera piace nero. E poi prova te a tenere aperta una finestra completamente giallo all’una di notte, avanti! Inoltre il pinguino è in “abiti” neri. Coincidenze? Non credo. Si può ancora dire che il nero snellisca, ma la verità è che è eccitante farsi vedere mentre hai davanti una schermata NERA. Ha il suo fascino.
  • Perchè mi serve sto terminale?
    Ancora la solita storia. Forse ignori quanto esso sia uno strumento di dominio: Nel senso che con esso sei in grado di fare qualsiasi cosa sul tuo sistema in modo molto più diretto ed efficace che con un’interfaccia grafica, senza esagerare. O comunque se non sei in cerca di “questo dominio” ripetiamo comunque che usare un terminale fa molto da smanettone.
  • Sì ma è inutile! Perchè dovrei rinunciare all’interfaccia grafica?
    Da vero babbeo credi che oggi un’umano usi un PC soltanto da una finestra nera?? Beh, in realtà , molti lo fanno. Infatti il bello di GNU/Linux è anche che l’intero sistema che conosci (ovvero quella tenera interfaccia grafica) in realtà è solo uno specchietto per le allodole: Il sistema in realtà è ben altro, ben più stabile, e completamente gestibile dalla tua solida linea di comando (il terminale). Perciò sì: Puoi gestire il tuo sistema solo da una finestra nera se ti va. E sì: Il sistema non è per nulla dipendente da icone e pulsanti da femminucce. E no: non sei ovviamente costretto ad abbandonare la tua amata interfaccia grafica per non tradire la linea di comando: Le due cose convivono benissimo da sempre.

E ricorda!

  1. Ricorda che solitamente nel terminale che troverai nel tuo sistema operativo GNU/Linux CTRL+C e CTRL+V non li puoi usare per copiare e incollare perchè sono tasti riservati ad altre funzioni. Se proprio vuoi farlo di solito si usa: CTRL+Maiusc+C e CTRL+Maiusc+V.
  2. Ricorda che se scrivi un comando devi poi premere INVIO per lanciarlo! Ricorda inoltre che non tutti i comandi scrivono qualcosa sullo schermo! Non ti stupire perciò se lanciando un comando ti sembra che non succeda niente… Un comando lanciato viene sempre eseguito, e se vi sono errori di solito vengono stampati sullo schermo per aiutarti a riprovare.
  3. Ricorda che i comandi sono case-sensitive: MAIUSCOLE e minuscole sono cose molto diverse.

Da ora in poi apri il tuo terminale e prova tranquillamente tutti i comandi in questa pagina. Nessuno di questi ti distruggerà il sistema.
(O almeno credo… –Muahahah!-)

MAN

man è il comando che apre i manuali. Devi imparare ad usarlo, poichè qualche poveraccio avrà impiegano un sacco di tempo per scriverli, porta un po’ di rispetto.

Devi sapere che tutti i comandi hanno opzioni e valori differenti. Il manuale aperto da man ti permette così di sapere praticamente tutto su tutto.

(All’inizio è piuttosto caotica come esperienza. Si comprende però quanto questo sia uno strumento basilare. Impegnati per capire come siano organizzate le informazioni: Anche se ci vorrà un po’ per fare pratica, la documentazione dei manuali è uno standard da saper leggere.)

ATTENZIONE: Per uscire dal manuale si digita “q” (iniziale di quit). Ci si sposta con le frecce su-giù.

Esempi di utilizzo.

  • Per aprire il manuale del comando ping:
    man ping
  • Per aprire il manuale sul comando man:
    man man

NANO

Hai presente un qualunque programma per scrivere file di testo? Ecco. Questo comando apre un vero e proprio editor all’interno del terminale, con cui potrai scrivere. Ovviamente ti ricordiamo che ti devi scordare bottoni e pulsanti, quindi cerca di capire che tutte le cose che vuoi fare si potranno fare solo con la tastiera, e sicuramente in qualche modo sensato e intuitivo. (I programmatori sono molto pigri, niente sarà mai troppo complicato).

Significa che per salvare, uscire, tagliare, incollare, dovrai usare alcune furbe combinazioni di tasti, di solito CTRL + una lettera.

  • Aprire l’editor nano per lavorare su un file (esistente o non):
    nano file.txt

ATTENZIONE: Osserva in basso, vedrai queste azioni:

Le combinazioni di CTRL + lettera fornite da nano
Azioni tramite CTRL + Lettera

Queste sono azioni che puoi fare, attivabili con con CTRL+LETTERA. Per esempio ^O Salva, significa che salvi con CTRL+o.

Il salvataggio si conferma con INVIO.

PWD

Lo sai che il terminale è anche un gestore file? Nel senso che permette di andare su e giù per le cartelle del sistema. Col terminale sei sempre dentro a una cartella (chiamata cartella di lavoro o working directory). Per sapere in quale cartella ci si trova, si lancia il comando pwd (“print working directory”).

  • Sapere in che cartella mi trovo:
    pwd

    Risultato d’esempio:
    /home/nome_utente
    Significa che si sta lavorando nella cartella “nome_utente”, contenuta in “home”. Quando si apre un terminale solitamente è sempre così.

LS

Questo comando è utilissimo, significa list ed elenca i file e cartelle. Ha molti usi. Alcuni esempi:

  • Elencare i file dell’attuale cartella di lavoro (puoi sapere l’attuale cartella di lavoro con il comando pwd):
    ls
  • Per elencare i file di una cartella specifica:
    ls /home
  • Per elencare i file con una lunga serie di informazioni (vedremo dopo cosa sono queste informazioni):
    ls -l
  • Per elencare anche i file nascosti (i file che hanno il nome che parte con un punto si dicono “nascosti”):
    ls -a
  • Gli ultimi tre comandi messi insieme: (in quattro modi diversi, per fare la stessa cosa.)
    ls -l -a /home
    ls -a -l /home
    ls -la /home
    ls -al /home

Di per se questo comando stampa tutti i file che vi sono dentro alla cartella selezionata. Se trova altre cartelle, ovviamente non ci entra dentro per stampare pure il loro contenuto. Se invece desideri proprio stampare TUTTO quello che vi è dentro una cartella, che l’opzione -R, che sta per “Ricorsione”.

  • Stampare ricorsivamente tutti i file dentro a una cartella e dentro a tutte le cartelle di quella cartella eccetera:
    ls -R /home

CD

Questo comando è basilare, e significa change directory. Serve per spostarsi all’interno di una cartella a tua scelta. (Capitan Ovvio.)

Esempi:

  • Per entrare nella propria cartella personale di default (Esatto, il tuo utente ha una cartella personale di default):
    cd
  • Per entrare in una cartella specifica (come ad esempio la cartella /var/log, che è una cartella solitamente dedicata a tutti i file di log del sistema):
    cd /var/log
  • Oppure per fare la stessa cosa precedente, posso digitare questi uno alla volta: Col primo impongo di partire dalla base di tutte le cartelle (“/”), e poi via via mi addentro fino a dove voglio arrivare:
    cd /
    cd var
    cd log

MKDIR/RMDIR

Il comando mkdir sta per “make directory”, cioè crea nuove cartelle. Il suo opposto è rmdir, che però per sicurezza permette di eliminare soltanto cartelle vuote (vedremo più tardi come cancellare cartelle piene).

Esempi pratici:

  • Per creare la cartella PROVA:
    mkdir prova
  • Per creare più cartelle insieme, in un numero arbitrario:
    mkdir provauno provadue provatre
  • Per creare la cartella miao, dentro la cartella ciao, dentro la cartella prova:
    mkdir prova/ciao/miao

Per tutti ovviamente verrà un errore se la cartella esiste già, oppure se si sta creando qualcosa dentro una cartella che non esiste. Per cui:

  • Per eseguire il comando di prima senza eventuali errori:
    mkdir -p prova/ciao/miao

CAT

  • Hai un file di cui vorresti sapere il contenuto?
    cat file1.txt
  • Hai due o più file di cui vorresti sapere il contenuto?
    cat file1.txt file2.txt

Ah, non dimenticare che cat è un comando inutile.

Deluso?

Deluso da questa guida? Eh per forza!

La prossima volta vai su guide più serie.

https://www.debian.org/doc/manuals/debian-reference/ch01.it.html

http://wiki.ubuntu-it.org/AmministrazioneSistema/RigaDiComando (asd! no.)

Catturare video da schermo su Ubuntu Linux

Per riprendere il proprio schermo sul nostro Ubuntu, esiste il programma Kazam.

Puoi scaricarlo dall’Ubuntu Software Center cliccando su questo pulsante, oppure cercando sull’Ubuntu Software Center «Kazam».

Download da Ubuntu Software Center
Kazam – Ubuntu Software Center

Kazam ha un interfaccia grafica semplicissima per permetterci di fare un filmato del proprio schermo.

Ecco come è la sua interfaccia all’attuale versione 1.4.2-0ubuntu1:

Screenshot di Kazam per Ubuntu Linux
Kazam – Interfaccia

Selezionando “ScreenCast” e premendo il bottone Capture, il programma inizierà a fare un filmato al nostro desktop, nell’area selezionata. Possiamo scegliere di riprendere l’intero schermo, oppure solo la finestra corrente, oppure un area ben precisa.

Per interrompere, il metodo più efficace è digitare la seguente combinazione di tasti:

Super + Ctrl + f

(Ricordando che il tasto Super sulle vostre tastiere è il logo di Windows)

Migliorare i video

Nel caso Kazam stia rallentando troppo il vostro computer, o nel caso si volesse migliorare la qualità d’immagine, provate ad andare in FilePreferences. Si aprirà una finestra simile a quella in basso, in cui potete abbassare o alzare il framerate.

Il framerate è il numero di fotogrammi al secondo di registrazione. È un valore che se lo si tiene basso, permetterà di avere video più scattosi ma avvantaggiando la velocità del computer ottenendo inoltre video molto più leggeri… Allo stesso tempo alzando il valore del framerate (anche a 60 fotogrammi al secondo!) il video diventa di una fluidità eccezionale, ovviamente se il computer può permetterselo…

Editing Kazam preferences
La modifica del framerate degli screencast di Kazam

Buon utilizzo!

Oven Trick – Il forno per aggiustare i PC (?!?)

Avevamo fra le mani un computer portatile più che defunto: La scheda grafica era partita e si capiva dal fatto che lo schermo appariva con evidenti artefatti grafici, del tipo:

  • Schermate a bande oblique
  • Schermate nere con fasci grigio/bianchi verticali o orizzontali
  • Problemi grafici seri anche collegando schermi esterni
Oven Trick
Acer Aspire 5720

In sostanza non si vedeva un tubo.

Il portatile in questione era un Acer Aspire 5720, e i problemi erano legati alla sua scheda video: una NVIDIA GeForce 8400M GS.

Probabilmente se avete un computer portatile abbastanza vecchio, che monta una scheda grafica NVIDIA, con questo problemi, ed è fuori garanzia, e non riuscite a farlo aggiustare, l’unica cosa che rimane da fare prima di buttarlo è di iniziare a cucinare

L’Oven Trick

L’Oven Trick è il cosiddetto trucchetto del forno spopolato sul web. In pratica alcune vecchie schede grafiche NVIDIA sono nate male: I materiali usati per le saldature non sopportano le alte temperature. Quindi usando molto il PC, può capitare che esso si scaldi troppo e deteriori queste saldature, producendone i problemi che abbiamo detto.

Ebbene su internet è ormai dimostrato che ci sono buone speranze di recuperare questa scheda grafica, infornandola a 200° per 20 minuti!

Questo, è l’Oven Trick.

Are you fu*** kidding me?

Sembra uno scherzo, ma l’Oven Trick sembra funzionare nella maggior parte dei casi. In pratica il fatto di mettere la scheda grafica in un forno, fa sciogliere e ri-solidificare le micro-saldature. Se avete fortuna insomma, continuerete a usare il PC.

Per la cronaca, abbiamo testato l’Oven Trick sulla scheda grafica scritta in alto, e al primo tentativo ha funzionato: Finalmente si vedeva lo schermo.

Incredibile. Vero?

Per ovvi motivi ripetiamo che questa dovrebbe essere l’ultima cosa da tentare prima di buttare la scheda grafica.

Insegnami a farlo

Cerca su Youtube qualcuno che abbia avuto la tua stessa brutta esperienza, ad esempio:

“Oven Trick” + Modello NVIDIA + Nome computer

Questo per noi è andato bene:

Buona cottura!

Arduino – Best of Super Mario Bros (2 Voci)

Nei prossimi articoli approfondiremo l’argomento Arduino, la generazione di suoni, e molto altro…

Ma per ora limitiamoci ad attirare la vostra attenzione… Godetevi un assaggio, presentandovi il primo progetto creato da noi, per voi:

Apri il video in un altra finestra: https://www.youtube.com/watch?v=FuwiWEiv8_Y

Il codice sorgente di questo video è disponibile liberamente. Dovrebbe essere scontato, ma per usarlo devi possedere un Arduino, insieme a Sketch per Arduino.

Se desideri utilizzare il codice:

  1. Scarica il codice Download Super Mario Sketch
  2. Decomprimilo (è compresso in zip)
  3. All’interno troverai due cartelle:
    La prima è “Super_Mario“: Contiene il codice.
    La seconda è “Tone“: Contiene una libreria
  4. Per installare la libreria”Tone” guarda qui, oppure qui.
  5. Ora puoi usare il codice contenuto nella cartella “Super_Mario“.

Per usare il codice c’è bisogno di due speaker connessi su due pin PWM~ (nell’immagine sono 11 e 12. Se nel tuo Arduino essi non sono PWM puoi anche usare degli altri. In questo caso dovrai aggiornare il codice). Se vuoi puoi cambiare la velocità connettendo anche un trimmer (un potenziometro) alimentandolo con 5V e connettendo la sua base al pin A0 (analog in). Non scordardi di proteggere entrambi gli speaker con una piccola resistenza (nel disegno è R, circa 27Ω).

Super Mario per Arduino - Schema

Buon divertimento!

Un ringraziamento molto speciale a Joseph Karam, creatore degli spartiti sul sito mariopiano.com di cui abbiamo trascritto manualmente tutte le note musicali convertendole in codice Sketch per realizzare questo progetto fedelmente alle musiche di Super Mario.

Automatizzare mouse e tastiera di un PC

Possono capitare situazioni in cui sarebbe comodo registrare una sequenza di azioni da mouse e tastiera, da poter far ripetere al PC quante volte si vuole, a che velocità si vuole e in che momento si vuole.

Uno dei migliori programmi per fare tutto questo è MacroMaker. Con MacroMaker chiunque può automatizzare il proprio PC.

Purtroppo nel momento della scrittura di questo articolo MacroMaker supporta soltanto Windows 95, 98, NT, 2000, 2003 e XP… Nelle versioni successive a XP (come Vista,  7 e 8…) MacroMaker potrebbe non funzionare affatto.

MacroMaker - Automatizza il tuo PC
MacroMaker

Iniziamo subito a provare MacroMaker se abbiamo una versione di Windows compatibile, e scarichiamolo dal sito ufficiale:

Andiamo nella cartella dove è stato scaricato, (C:/Documents and Settings/Nome Utente/Documenti/Download), ed estraiamolo.

Click destro in Windows XP su un file zippato

In seguito entriamo nella cartella estratta e lanciamo l’installazione aprendo il file MacroMakerInst.msi. Se l’installazione non termina correttamente, probabilmente sono da eseguire anche i restanti file contenuti nella cartella estratta, prima di rilanciare MacroMakerInst.msi.

Dopo l’installazione sarà visibile nella barra delle applicazioni la seguente icona:

Barra Applicazioni Windows XP - MacroMaker

Significa che MacroMaker è operativo, ed è pronto per essere configurato.

Cliccando su di essa finalmente si aprirà l’interfaccia del programma.

MacroMaker Screenshot

  1. Dall’Add di destra, si può decidere di fare una registrazione di azioni (mouse/tastiera).
  2. Dall’Add di sinistra, si può creare le macro da eseguire (e includere le registrazioni fatte da destra).
  3. In seguito si salva e si Esegue.

Lasciamo alcuni video per poter addentrarsi nel programma più facilmente. Buon utilizzo

Come intasare un PC – Reyboz Directory Invader 2012

Ho scoperto nel cassetto un simpatico programma che avevamo realizzato per fare uno scherzo incoscenzioso ad una persona… Un programma molto banale che creava cartelle a non finire, ma arricchito con un simpatico regolatore di trasparenza (per nascondere la finestra), nonchè di un algoritmo che faceva in modo che il computer rimanesse stabile durante l’intera creazione.

Il programma è molto semplice:

  1. Scegli una cartella di destinazione (Ad esempio il Desktop)
  2. Decidi il nome che avranno le tue cartelle (Consecutive, o casuali)
  3. Modifichi la quantità (una, cinquecento, o 1 milione…)

E crei!

Crea - Reyboz Directory Invader 2012

Ecco come appare il mio Desktop dopo aver usato Reyboz Directory Invader.

Screenshot 1 - Reyboz Directory Invader - 2012

Screenshot 1 - Reyboz Directory Invader - 2012

Buona invasione!