Geek Talk con boz: il Software Libero ama la privacy (Monitora PA, Linux Day)

https://video.linux.it/videos/watch/d0d4d72a-0110-4f62-9fc3-b7c9b11f720a

Errata corrige

Al minuto 12:17 parlando di Monitora PA ho detto «abbiamo visto cosa ha fatto questa persona». In realtà ho semplificato ma chi ha mandato la mail a tutti i Linux user group italiani si chiama Giacomo Tesio, mentre chi ha spedito le 8254 PEC si chiama Fabio Pietrosanti. Comunque io non sono una scuola, quindi non posso verificarlo.

Al minuto 16:31 ho detto “adempìre”. Mi raccomando, non fatelo. Dite “adèmpiere” “adémpiere”.

Notare che Valerio continuava a dire “Bussoleno” mentre Stefano continuava a dire “Bussolengo”. Ci ha sorpreso scoprire che esistono entrambi questi comuni.

Webinar “Google Analytics illegale?” Affrontiamo la questione + Matomo

Ringrazio la Rete Informatica Lavoro che ha ospitato il webinar:

Negli ultimi mesi sono state messe in luce diverse criticità di Google Analytics, emerse all’interno di campagne di comunicazione lanciate da cittadini italiani. Queste campagne chiedono un serio adeguamento al GDPR, soprattutto da parte della pubblica amministrazione e dalle società che fanno servizi per la PA.

Obiettivi

  • Comprensione delle “risorse di terze parti”
  • Comprensione dei fattori di rischio di strumenti come Google Analytics sul GDPR
  • Comprensione dei principali metadati raccoglibili attraverso il protocollo HTTP
  • Comprensione dei cookie
  • Cos’è il progetto Monitora PA
  • Comprensione del concetto di 100% data ownership
  • Esplorazione di soluzioni di data ownership come Matomo Analytics (software libero)

Il webinar è consigliato a:

  • Agenzie di comunicazione sul web
  • Digital Project Manager
  • Web developer

Video PeerTube (45 minuti)

Video completo ufficiale (60 minuti)

Il video è stato rilasciato dal gentilissimo team di Rete Informatica Lavoro a questo indirizzo in licenza CC BY-SA (non è possibile sceglierla su YouTube ma è questa quella valida):

https://www.youtube.com/watch?v=iloqYJPiI0g

Download slide

Puoi usare questa presentazione per qualsiasi scopo (anche per scopi commerciali) a patto di citarmi da qualche parte e a patto di rilasciare le tue modifiche come libere. Credito consigliato:

Presentazione by Valerio Bozzolan in CC BY-SA 4.0

Allegati tecnici monitora PA

https://monitora-pa.it/2022/06/22/Allegato-Tecnico.pdf.

Sei una pubblica amministrazione? Migra a Web Analytics Italia

https://webanalytics.italia.it/

Questo strumento non l’ho inventato io, non sono un affiliato. È un servizio della pubblica amministrazione, per la pubblica amministrazione, ed esiste da anni. Qui tutte le domande frequenti:

https://webanalytics.italia.it/faq

Errata corrige

  • Slide #2:
    Ho detto che “nella vita reale sono uno sviluppatore”. Ovviamente anche il volontariato è la mia vita reale!
    Ho anche detto che “mi piace contribuire”. Mi riferisco al piacere di contribuire ai contenuti. Chiunque può farlo, basta solo iniziare a farlo e dialogare con gli altri e cercare di comprendere le regole della community.
  • Slide sugli inizi del web:
    Ho detto che una persona avrebbe digitato “https://”. Ovviamente avrebbe digitato “http://” (senza la S finale).
  • Ho detto un sacco di volte “mood della serata” e “mood del web” etc. quindi cercherò di non dirlo più per un paio d’anni. Scusate!
  • Non ho detto che sono socio volontario di Wikimedia Italia. In realtà mi sono tesserato nello stesso giorno a InformAzioni.wiki e a Wikimedia Italia (però in Wikimedia Italia un’ora dopo, tiè! ihih)
    Contatti in Wikimedia Italia:
    https://wiki.wikimedia.it/wiki/Utente:Valerio_Bozzolan
  • Domande finali: “Cosa ne pensi di Brave?”
    Quando ho detto che Brave non è stato ancora accettato dalla community di Debian, significa che Brave non è un pacchetto Debian. Invece Firefox e Chromium sono pacchetti nativi del rilascio stabile di Debian[1][2] e, di conseguenza, disponibili su migliaia di distribuzioni GNU/Linux.

    Non ho spiegato correttamente nel question time la “controversia Brave” che aveva scolvolto la sua community nel 2020. Eccola:
    https://decrypt.co/31522/crypto-brave-browser-redirect
  • Domande finali: “Supporto di Matomo nelle Conversions?”
    Sarebbe interessante richiedere l’aiuto di una persona che conosca bene questa specifica domanda per sapere se questo copre le proprie necessità:
    https://matomo.org/guide/reports/goals-and-conversions/
    Personalmente io uso questo componente e mi trovo molto soddisfatto ma non so se ciò che faccio io è esattamente ciò che si aspettava chi ha posto la domanda.
  • Domanda finale in privato: “Cosa ne pensi di questo software VPN?”
    Una banale VPN per uso domestico non dovrebbe necessitare di alcun tipo di software proprietario per essere usata, quindi astenersi da installare roba da pubblicità in Internet senza prima verificare che quella VPN funzioni anche soltanto con software liberi ben testati e universalmente noti (come OpenVPN, WireGuard, etc.).
    Quindi, un conto è voler cambiare il proprio indirizzo IP pubblico, un conto è rischiare di compromettere ancora di più il proprio dispositivo eseguendo potenziale malware o spyware.

Questo non era un webinar per parlare della navigazione individuale, ma nel quotidiano a parte Firefox o Chromium, suggerisco estensioni come uBlock Origin e impostando il proprio browser per eliminare i cookie all’uscita, aderire a DNT e rifiutare i cookie di terze parti, come minimo. Personalmente uso molto anche NoScript.

Detto ciò, ringrazio tutte le persone che lavorano a siti web e che ci aiutano a creare meno “mostri digitali”! :)

Ghost calls

Few days ago I was with some friends in my house and something really WEIRD happened.

We love leaving our phones in the middle of the table, with the screen off, while having some ordinary conversation.

After a while, two phones started ringing by themselves, two incoming ordinary call, but it was an IMPOSSIBLE situation:

  1. My mobile phone started ringing, claiming that Friend1’s number was calling
  2. Friend1’s phone started ringing, claiming that my number was calling

After 2-3 seconds both phones stopped ringing on their own.

I have absolutely no explanation.

I then called my mobile operator and they said:

  • this has never happened to us
  • no, you cannot have a log of outgoing calls that have not been answered
  • no, you cannot have a log of incoming calls, since you are not in a judicial inquiry, and even if that, it does not show incoming calls that have not been answered
  • so, you are fucked: your “problem” cannot be debugged in any way, nor by you or by your operator
  • Sir., have a nice day! <3

That’s even more frustrating.

I have the mobile operator Oh Mobile (virtual operator over Vodafone) and my friend was Vodafone. Both Android. I’m in a 4G network. This happened in Milano.

Update

The same thing was reported to a friend of mine. Tim and Vodafone. Both Android. Milano.

Does it happened to you?

Please leave a comment.

LimeSurvey: wrong decryption key (AARGH)

If encryption shit fails in your LimeSurvey, try this:

https://serverfault.com/questions/1086361/limesurvey-sodiumexception-wrong-decryption-key

TL;DR: Save again your SMTP password.

Have you fixed? Great! Close this browser tab.

Is the bug already there? Oh no! Probably you are an idiot and you deleted your encryption keys.

You have a backup. Isn’t it? Uh?

Breaking news! Creative Commons Ducks invading our planet

Quack
Quack?
Quack…
Quack.
Quack?
Quack :|
Quack .__.

OK sorry if this post has no sense but I’m doing my homework for this:

https://certificates.creativecommons.org/

The above images are Free cultural works and it means you can use, share, edit them for whatever purpose. More info:

Quang Nguyen, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Ian Liao, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

564dude, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

mtan14, CC BY-SA 2.0, attraverso Wikimedia Commons

travel oriented, CC BY-SA 2.0, attraverso Wikimedia Commons

MiNe, CC BY 2.0, attraverso Wikimedia Commons

HenryDelMal, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

P.S. I could unintentionally forgot one attribution line but, since I’ve already put an hyperlink to each photo, like Wikipedia does, we can consider enough for your photo credits. If you are the author of that duck and you want to sue me because your credit is just a link on the image and not a brick in the above wall of text, I only have one thing to say to you. Quack.

This is a collection. This is not a derivative work. Assume my copyrights only on this exact phrase, and for the previous one, and for my “Quack”s and absolutely nothing else in this post content. See the sidebar for the license applying on these texts. The “Quacks”, instead, are released in CC0.

Note that I may not be able to claim copyright over my quacks, so see also the public domain mark.

The first and last ducks have apparently been modified in a way that can be considered creative, making them more rounded and applying weird color filters, but I actually don’t have any copyright on them either. First of all because it’s not a modification that exceeds the margin of originality, in my honest opinion. Secondly because I actually cheated and didn’t make any changes: the round thing and the color filter are just a CSS rule rendered by your browser web on your computer. I mean, the original file is not manipulated at all by me, but by you! So if there is creativity, are you the copyright owner of these derivative ducks? Uh? Uhm? (insert here plot twist music). Quack!

Elettronici VS Informatici

Può sembrare assurdo agli occhi di molti ma elettronici e informatici non si scambiano quasi mai pareri.

Farò un esempio grazie al fatto che papà da poco tempo è in pensione. Un elettronico in pensione.

Il problema è che il parroco lo ha scoperto e le sue più intime fantasie erano essere legate ai presepi automatizzati.

Le specifiche parrocchiali

Le specifiche iniziali erano di allestire nel giardino della parrocchia un presepe con un brano che partisse ad una certa ora e fosse dannatamente semplice da controllare. Un gioco da ragazzi?

Evoluzione successiva: doveva illuminarsi anche una specie di capanna insieme al brano; poi ad un’altra ora doveva partire un altro brano e accendere luci su un gruppo di palme, poi cori, accendere re magi e illuminazione su altri riferimenti biblici a me ignoti. Una sobria fusione fra il cristianesimo e una discoteca (cristoteca?).

Ma che c’entrate voi?

Sentite, non so perché stiamo seguendo questa cosa. A volte ci si appassiona a certi progetti pensando di poter redimere tutti i peccati, magari dopo brutte parole dette quando il pullman n. 47 fa manovra in piazza Freguglia, tappando tutto il traffico, mentre resti lì, impotente, di fronte agli orari pianificati mostrati dall’app Libre BusTO.

Andiamo avanti.

L’implementazione elettrotecnica

L’implementazione prevista in assenza di un informatico in casa (ricordo che loro stanno a Torino e io ora sto a Milano) è semplicemente formidabile e prevede un circuito progettato da papà che identifica il segnale audio in uscita dalle casse di uno normalissimo stereo, acceso a mano dal parroco, ed, in funzione di questo segnale musicale (!), accende la sequenza di illuminazione corrispondente. Mi spiego meglio. Il parroco semplicemente sgnacca play su un vecchio lettore CD o dal suo telefono o cosa cavolo vuole, e magicamente si accende il resto dello spettacolo luminoso, perfettamente in sincronia con il brano. Quando il brano arriva ad un certo punto, si illumina la capanna. Quando arriva ad un altro punto del brano, si illumina perfettamente a tempo un altro pezzo. Quando il parroco spegne il party musicale, il presepe vivente torna in quiete.

Ora, le persone informatiche qui dovrebbero chiedersi: come l’ha fatto? Bene: il brano musicale è stato manipolato affinché la traccia stereo di un lato (e.g. una cuffia) riproduca il santo brano, mentre l’altro lato (e.g. altra cuffia) riproduca segnali audio DTMF. Un circuito che sembra recuperato da quelli che si vedono nei film per fare 3spl0d3r3 le b0mb3 si occupa quindi di riconoscere il segnale DTMF ed attivare o disattivare un array di relè per accendere e spegnere tutte le lampadine che vuoi, quindi, in perfetta sincronia musicale; quindi, la musica letteralmente programma le lampadine. Qui però l’elettronico ha barato perché il pezzo musicale è stato manipolato quindi con il software libero Audacity (senza il mio aiuto) per appunto mettere vari picchi DTMF in punti strategici del brano musicale.

Per intenderci: dalla cuffia destra sentiresti la moooseca. Dalla cuffia sinistra sentiresti BIIIIP BOOOOP ….. BEEEEEEEP…. BIIIIIIIIIIP come se aveste un gatto sul tastierino numerico, e ogni bip è in sincronia con una qualche palma che va illuminata a tempo.

Pura follia, genialità e magia per molti informatici.

Vantaggi di questo approccio analogico:

  • la musica è letteralmente il linguaggio con cui programmi le luci
  • è potenzialmente possibile interagire in tempo reale con l’impianto da un semplice tastierino numerico
  • è potenzialmente possibile far sì che il pubblico interagisca con l’impianto da una chiamata telefonica LOL
  • il sistema è a prova di bomba! non servono metafore in quanto è letteralmente così che si c0stru1sc3 un4 b0mb4… probabilmente. Benissimo!

    A questo punto non capisco perché in ogni film poliziesco c’è una b0mb4 collegata ad un Nokia, ma mai, mai, mai ho visto in un film di Natale un presepe controllato da un Nokia. Pensateci un attimo. È questo il mondo diseducativo in cui viviamo.

Svantaggi approccio analogico:

  • ci si brucia un canale audio per usarlo “impropriamente” come canale tecnico e quindi l’uscita è mono; probabilmente non è quindi la vostra soluzione per le feste rock progressivo / techno / house / ASMR / FLAC ecc. – tuttavia, per la sigla del Sommo Cristo Gesù salvatore salvagente probabilmente ve la cavate.

L’implementazione informatica

Inutile dire che un qualsiasi informatico, se le specifiche non fossero cambiate, avrebbe preso un calcolatore GNU/Linux a caso (e.g. un RaspberryPI) e aggiunto librerie Python a caso e avrebbe portato a casa il pane (benedetto). Poi avrebbe dialogato con altri informatici reimplementando tutto con N linguaggi differenti ottenendo lo stesso risultato ma in modi che diminuiscono la leggibiltà aumentando qualcos’altro o cose così, divertendosi tutti insieme.

Ovviamente mai un informatico si confronterebbe con un elettronico, perché poi si divertirebbe solo uno dei due.

La svolta ibrida

Avendo entrambi preso la decisione di scambiarsi pareri più spesso, senza cambiare le specifiche (piaceva troppo questa cosa che la moooseca controllasse tutto) abbiamo unito er meglio della creatività elettrotecnica con il peggio dell’informatica. L’implementazione risultante da questa fusione prevede il computer portatile con GNU/Linux di una dolcissima signora, vicina di casa nostra (la quale si era cuccata il solito cryptolocker su Microsoft Windows qualche anno prima e quindi era migrata a Xubuntu facilmente). Il suo portatile è stato scelto perché era manipolabile anche da un elettrotecnico senza dover capire con quale saldatore ci si collega con SSH ad un single-board computer. In breve, la macchina della vicina ha una (semplicissima) regola crontab per riprodurre il brano alle ore desiderate. Cosa che fra parentesi per suonare ogni mezz’ora dalle 19 alle 21 si fa così:

crontab -e
*/30 19-21 * * * /opt/jingle.sh

E poi in jingle.sh:

#!/bin/sh
export XDG_RUNTIME_DIR="/run/user/1000"
ffplay -hide_banner -nodisp -autoexit /home/omissis/Music/SantoNatale.ogg > /dev/null

A margine, a parte la sintassi non proprio naturale né per un elettrotecnico e né per un parroco: è davvero più semplice l’approccio informatico? A chi lo spieghi che il processo che esegue crontab, anche se è eseguito dal proprio utente, non ha idea del contesto X desiderato, quindi non funzionerà l’audio senza l’export di XDG_RUNTIME_DIR. Ovviamente questo un parroco non lo scopre leggendo “la bibbia di Linux” (la man page), o decifrando StackOverflow. Ma andiamo avanti. Questo è il genere di discorsi che non farà innamorare dell’informatica un elettrotecnico.

All’estremo opposto, il circuito di papà, ripeto, collegato a cascata soltanto al jack audio del portatile della vicina, resta letteralmente in ascolto della partenza del brano per far scattare il corretto impianto di illuminazione.

La soluzione è a prova di bomba, ma non costruiteci una bomba.

Completamente assurdo. Carino però. No?

Riassumiamo cos’ho imparato oggi.

Cosa può stupire un elettrotecnico

  • crontab: far partire un brano ad un’ora precisa via software è una cosa che, nonostante sia stata banalizzata da almeno 46 anni di informatica (riuscendo nell’intento di non introdurre mai alcuna semplificazione da allora) sembra ancora far luccicare gli occhi di molti elettrotecnici. Aggiungiamo alla lavagna 10 punti all’informatica.
  • controllo degli stati: “sì ma non è che poi il file audio riparte da tipo metà se lo gestisci via software? uh?
    Se ho capito bene sono riuscito a stupire almeno un bravo elettrotecnico semplicemente garantendo che il software era in grado di riprodurre un brano, più volte, partendo dall’inizio. Sicuramente c’è una preoccupazione “elettrotecnicamente” (?) intelligente e concreta sotto, per ora però l’elettrotecnica con questa questione secondo me ha semplicemente perso punti. Tu, in terza fila! Sottrai alla lavagna i punti. Beccati questa elettrotecnica.
  • asterisk: il fatto di poter creare una rete telefonica locale e poter chiamare un numero la cui segreteria telefonica ti dice “benvenuto nel presepe più figo del mondo ;) prema 5 per far partire la cristoteca – grazie per aver chiamato” e che quando digiti il tasto 5 parta il brano e si accenda l’impianto d’illuminazione e si spenga dopo, fa definitivamente percepire la supremazia dell’informatica sull’elettrotecnica.
    P.S. Stranamente non stupisce se quest’ultima cosa non sono riuscito a mostrargliela in cinque minuti e quindi non abbia colpito molto. Ma sì può fare, dannazione! Provaci con l’elettrotecnica! Dai! Su!

Cosa può stupire un informatico

  • avere una scheda da pochi centesimi, scollegata dalla linea elettrica, scollegata da Internet, alimentabile con una batteria di un telecomando con autonomia di settimane o mesi, a prova di terremoti, in grado di rilevare quando c’è musica riprodotta da uno stereo solo grazie ad un jack delle cuffie e solo in quel caso far partire un impianto di illuminazione.
    Ecco, avete appena tramortito un informatico. Totalmente mindblowing per ristabilire l’orgoglio elettrotecnico.
  • avere la stessa scheda di prima che, collegata ad un doppino telefonico, collegata a sua volta ad un vecchio Nokia da 10 euro sia in grado di rilevare la frequenza audio di ognuno dei tasti numerici per far partire un impianto di illuminazione a scelta. Senza un computer.
    P.S. Me l’ha dimostrato e funzionava tutto perfettamente, con una singola batteria AAAA perché, per una serie di coincidenze, l’aveva già sviluppata per il soccorso speleologico.
    Qui l’elettrotecnica ha fatto punti.

Conclusioni

Bisogna destinare una giornata nazionale dedicata all’incontro fra informatici ed elettrotecnici. Invito a chiudere entrambi in una stanza per arricchimento reciproco. Devono uscire fuori entrambi però. Iniziamo subito.

Esercizio a casa per elettrotecnici

(È un esercizio per elettrotecnici o elettronici, o come diavolo vi chiamate che non l’ho ancora capito, a parte capire che so che non siete elettricisti. Anche se spesso siete anche elettricisti, rendendo tutto più complicato.)

Prendete un elettrodomestico a caso e sostituite un componente a caso con una pipeline più informatica.

Esempio: eliminate il componente che chiude il circuito della luce del vostro frigo. Da domani, un’apertura sufficientemente ampia dello sportello del vostro frigo deve essere filmato a distanza da una videocamera con OpenCV e, a movimento riconosciuto, deve attivare la luce del frigo usando un’API REST. Le info vanno salvate in una transazione in una blockchain esoterica.

Esercizio a casa per informatici

(È un esercizio per informatici o tecnici informatici, o come diavolo vi chiamate, a parte che ho capito che non siete quelli che aggiustano la stampante. Anche se spesso siete anche quelli che aggiustano le stampanti.)

Prendete un oggetto alquanto informatizzato e regalatevi del tempo per reimplementarlo il più possibile trattando l’informatica come se non l’avessero ancora inventata. In pratica prendete un saldatore in mano e comprate un po’ di stagno e resistenze a caso e fatevi un selfie e chiudete tutto che sennò vi fate male di sicuro per come siete fatti. Occhio che il filo di stagno in realtà può rilasciare piombo e il vostro corpo lo assorbe, avvelenandosi. Poi prendete un RaspberryPI e usatelo per inzupparlo nel latte di mandorla. È abbastanza per oggi. Ben fatto!