
https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/
https://t.me/c/1090846088/92053

Al minuto 12:17 parlando di Monitora PA ho detto «abbiamo visto cosa ha fatto questa persona». In realtà ho semplificato ma chi ha mandato la mail a tutti i Linux user group italiani si chiama Giacomo Tesio, mentre chi ha spedito le 8254 PEC si chiama Fabio Pietrosanti. Comunque io non sono una scuola, quindi non posso verificarlo.
Al minuto 16:31 ho detto “adempìre”. Mi raccomando, non fatelo. Dite “adèmpiere” “adémpiere”.
Notare che Valerio continuava a dire “Bussoleno” mentre Stefano continuava a dire “Bussolengo”. Ci ha sorpreso scoprire che esistono entrambi questi comuni.
Ringrazio la Rete Informatica Lavoro che ha ospitato il webinar:
Negli ultimi mesi sono state messe in luce diverse criticità di Google Analytics, emerse all’interno di campagne di comunicazione lanciate da cittadini italiani. Queste campagne chiedono un serio adeguamento al GDPR, soprattutto da parte della pubblica amministrazione e dalle società che fanno servizi per la PA.
Il video è stato rilasciato dal gentilissimo team di Rete Informatica Lavoro a questo indirizzo in licenza CC BY-SA (non è possibile sceglierla su YouTube ma è questa quella valida):
https://www.youtube.com/watch?v=iloqYJPiI0g
Puoi usare questa presentazione per qualsiasi scopo (anche per scopi commerciali) a patto di citarmi da qualche parte e a patto di rilasciare le tue modifiche come libere. Credito consigliato:
Presentazione by Valerio Bozzolan in CC BY-SA 4.0
https://monitora-pa.it/2022/06/22/Allegato-Tecnico.pdf.
https://webanalytics.italia.it/
Questo strumento non l’ho inventato io, non sono un affiliato. È un servizio della pubblica amministrazione, per la pubblica amministrazione, ed esiste da anni. Qui tutte le domande frequenti:
https://webanalytics.italia.it/faq
Questo non era un webinar per parlare della navigazione individuale, ma nel quotidiano a parte Firefox o Chromium, suggerisco estensioni come uBlock Origin e impostando il proprio browser per eliminare i cookie all’uscita, aderire a DNT e rifiutare i cookie di terze parti, come minimo. Personalmente uso molto anche NoScript.
Detto ciò, ringrazio tutte le persone che lavorano a siti web e che ci aiutano a creare meno “mostri digitali”! :)
Few days ago I was with some friends in my house and something really WEIRD happened.
We love leaving our phones in the middle of the table, with the screen off, while having some ordinary conversation.
After a while, two phones started ringing by themselves, two incoming ordinary call, but it was an IMPOSSIBLE situation:
After 2-3 seconds both phones stopped ringing on their own.
I have absolutely no explanation.
I then called my mobile operator and they said:
That’s even more frustrating.
I have the mobile operator Oh Mobile (virtual operator over Vodafone) and my friend was Vodafone. Both Android. I’m in a 4G network. This happened in Milano.
The same thing was reported to a friend of mine. Tim and Vodafone. Both Android. Milano.
Please leave a comment.
If encryption shit fails in your LimeSurvey, try this:
https://serverfault.com/questions/1086361/limesurvey-sodiumexception-wrong-decryption-key
TL;DR: Save again your SMTP password.
Have you fixed? Great! Close this browser tab.
Is the bug already there? Oh no! Probably you are an idiot and you deleted your encryption keys.
You have a backup. Isn’t it? Uh?



OK sorry if this post has no sense but I’m doing my homework for this:
https://certificates.creativecommons.org/
The above images are Free cultural works and it means you can use, share, edit them for whatever purpose. More info:
Quang Nguyen, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Ian Liao, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
564dude, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
mtan14, CC BY-SA 2.0, attraverso Wikimedia Commons
travel oriented, CC BY-SA 2.0, attraverso Wikimedia Commons
MiNe, CC BY 2.0, attraverso Wikimedia Commons
HenryDelMal, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons
P.S. I could unintentionally forgot one attribution line but, since I’ve already put an hyperlink to each photo, like Wikipedia does, we can consider enough for your photo credits. If you are the author of that duck and you want to sue me because your credit is just a link on the image and not a brick in the above wall of text, I only have one thing to say to you. Quack.
This is a collection. This is not a derivative work. Assume my copyrights only on this exact phrase, and for the previous one, and for my “Quack”s and absolutely nothing else in this post content. See the sidebar for the license applying on these texts. The “Quacks”, instead, are released in CC0.
Note that I may not be able to claim copyright over my quacks, so see also the public domain mark.
The first and last ducks have apparently been modified in a way that can be considered creative, making them more rounded and applying weird color filters, but I actually don’t have any copyright on them either. First of all because it’s not a modification that exceeds the margin of originality, in my honest opinion. Secondly because I actually cheated and didn’t make any changes: the round thing and the color filter are just a CSS rule rendered by your browser web on your computer. I mean, the original file is not manipulated at all by me, but by you! So if there is creativity, are you the copyright owner of these derivative ducks? Uh? Uhm? (insert here plot twist music). Quack!
Può sembrare assurdo agli occhi di molti ma elettronici e informatici non si scambiano quasi mai pareri.
Farò un esempio grazie al fatto che papà da poco tempo è in pensione. Un elettronico in pensione.
Il problema è che il parroco lo ha scoperto e le sue più intime fantasie erano essere legate ai presepi automatizzati.
Le specifiche iniziali erano di allestire nel giardino della parrocchia un presepe con un brano che partisse ad una certa ora e fosse dannatamente semplice da controllare. Un gioco da ragazzi?
Evoluzione successiva: doveva illuminarsi anche una specie di capanna insieme al brano; poi ad un’altra ora doveva partire un altro brano e accendere luci su un gruppo di palme, poi cori, accendere re magi e illuminazione su altri riferimenti biblici a me ignoti. Una sobria fusione fra il cristianesimo e una discoteca (cristoteca?).
Sentite, non so perché stiamo seguendo questa cosa. A volte ci si appassiona a certi progetti pensando di poter redimere tutti i peccati, magari dopo brutte parole dette quando il pullman n. 47 fa manovra in piazza Freguglia, tappando tutto il traffico, mentre resti lì, impotente, di fronte agli orari pianificati mostrati dall’app Libre BusTO.
Andiamo avanti.
L’implementazione prevista in assenza di un informatico in casa (ricordo che loro stanno a Torino e io ora sto a Milano) è semplicemente formidabile e prevede un circuito progettato da papà che identifica il segnale audio in uscita dalle casse di uno normalissimo stereo, acceso a mano dal parroco, ed, in funzione di questo segnale musicale (!), accende la sequenza di illuminazione corrispondente. Mi spiego meglio. Il parroco semplicemente sgnacca play su un vecchio lettore CD o dal suo telefono o cosa cavolo vuole, e magicamente si accende il resto dello spettacolo luminoso, perfettamente in sincronia con il brano. Quando il brano arriva ad un certo punto, si illumina la capanna. Quando arriva ad un altro punto del brano, si illumina perfettamente a tempo un altro pezzo. Quando il parroco spegne il party musicale, il presepe vivente torna in quiete.
Ora, le persone informatiche qui dovrebbero chiedersi: come l’ha fatto? Bene: il brano musicale è stato manipolato affinché la traccia stereo di un lato (e.g. una cuffia) riproduca il santo brano, mentre l’altro lato (e.g. altra cuffia) riproduca segnali audio DTMF. Un circuito che sembra recuperato da quelli che si vedono nei film per fare 3spl0d3r3 le b0mb3 si occupa quindi di riconoscere il segnale DTMF ed attivare o disattivare un array di relè per accendere e spegnere tutte le lampadine che vuoi, quindi, in perfetta sincronia musicale; quindi, la musica letteralmente programma le lampadine. Qui però l’elettronico ha barato perché il pezzo musicale è stato manipolato quindi con il software libero Audacity (senza il mio aiuto) per appunto mettere vari picchi DTMF in punti strategici del brano musicale.
Per intenderci: dalla cuffia destra sentiresti la moooseca. Dalla cuffia sinistra sentiresti BIIIIP BOOOOP ….. BEEEEEEEP…. BIIIIIIIIIIP come se aveste un gatto sul tastierino numerico, e ogni bip è in sincronia con una qualche palma che va illuminata a tempo.
Pura follia, genialità e magia per molti informatici.
Vantaggi di questo approccio analogico:
Svantaggi approccio analogico:
Inutile dire che un qualsiasi informatico, se le specifiche non fossero cambiate, avrebbe preso un calcolatore GNU/Linux a caso (e.g. un RaspberryPI) e aggiunto librerie Python a caso e avrebbe portato a casa il pane (benedetto). Poi avrebbe dialogato con altri informatici reimplementando tutto con N linguaggi differenti ottenendo lo stesso risultato ma in modi che diminuiscono la leggibiltà aumentando qualcos’altro o cose così, divertendosi tutti insieme.
Ovviamente mai un informatico si confronterebbe con un elettronico, perché poi si divertirebbe solo uno dei due.
Avendo entrambi preso la decisione di scambiarsi pareri più spesso, senza cambiare le specifiche (piaceva troppo questa cosa che la moooseca controllasse tutto) abbiamo unito er meglio della creatività elettrotecnica con il peggio dell’informatica. L’implementazione risultante da questa fusione prevede il computer portatile con GNU/Linux di una dolcissima signora, vicina di casa nostra (la quale si era cuccata il solito cryptolocker su Microsoft Windows qualche anno prima e quindi era migrata a Xubuntu facilmente). Il suo portatile è stato scelto perché era manipolabile anche da un elettrotecnico senza dover capire con quale saldatore ci si collega con SSH ad un single-board computer. In breve, la macchina della vicina ha una (semplicissima) regola crontab per riprodurre il brano alle ore desiderate. Cosa che fra parentesi per suonare ogni mezz’ora dalle 19 alle 21 si fa così:
crontab -e
*/30 19-21 * * * /opt/jingle.sh
E poi in jingle.sh:
#!/bin/sh
export XDG_RUNTIME_DIR="/run/user/1000"
ffplay -hide_banner -nodisp -autoexit /home/omissis/Music/SantoNatale.ogg > /dev/null
A margine, a parte la sintassi non proprio naturale né per un elettrotecnico e né per un parroco: è davvero più semplice l’approccio informatico? A chi lo spieghi che il processo che esegue crontab, anche se è eseguito dal proprio utente, non ha idea del contesto X desiderato, quindi non funzionerà l’audio senza l’export di XDG_RUNTIME_DIR. Ovviamente questo un parroco non lo scopre leggendo “la bibbia di Linux” (la man page), o decifrando StackOverflow. Ma andiamo avanti. Questo è il genere di discorsi che non farà innamorare dell’informatica un elettrotecnico.
All’estremo opposto, il circuito di papà, ripeto, collegato a cascata soltanto al jack audio del portatile della vicina, resta letteralmente in ascolto della partenza del brano per far scattare il corretto impianto di illuminazione.
La soluzione è a prova di bomba, ma non costruiteci una bomba.
Completamente assurdo. Carino però. No?
Riassumiamo cos’ho imparato oggi.
Bisogna destinare una giornata nazionale dedicata all’incontro fra informatici ed elettrotecnici. Invito a chiudere entrambi in una stanza per arricchimento reciproco. Devono uscire fuori entrambi però. Iniziamo subito.
(È un esercizio per elettrotecnici o elettronici, o come diavolo vi chiamate che non l’ho ancora capito, a parte capire che so che non siete elettricisti. Anche se spesso siete anche elettricisti, rendendo tutto più complicato.)
Prendete un elettrodomestico a caso e sostituite un componente a caso con una pipeline più informatica.
Esempio: eliminate il componente che chiude il circuito della luce del vostro frigo. Da domani, un’apertura sufficientemente ampia dello sportello del vostro frigo deve essere filmato a distanza da una videocamera con OpenCV e, a movimento riconosciuto, deve attivare la luce del frigo usando un’API REST. Le info vanno salvate in una transazione in una blockchain esoterica.
(È un esercizio per informatici o tecnici informatici, o come diavolo vi chiamate, a parte che ho capito che non siete quelli che aggiustano la stampante. Anche se spesso siete anche quelli che aggiustano le stampanti.)
Prendete un oggetto alquanto informatizzato e regalatevi del tempo per reimplementarlo il più possibile trattando l’informatica come se non l’avessero ancora inventata. In pratica prendete un saldatore in mano e comprate un po’ di stagno e resistenze a caso e fatevi un selfie e chiudete tutto che sennò vi fate male di sicuro per come siete fatti. Occhio che il filo di stagno in realtà può rilasciare piombo e il vostro corpo lo assorbe, avvelenandosi. Poi prendete un RaspberryPI e usatelo per inzupparlo nel latte di mandorla. È abbastanza per oggi. Ben fatto!