Potente generatore di password indecifrabili

Non è la prima volta che vedo sulla bacheca di Facebook qualche profilo completamente devastato dal solito burlone, loggato all’insaputa del proprietario… ma accidenti è normale poichè la maggior parte delle persone sceglie password talmente banali che persino Salvatore (ebbene sì proprio quello) saprebbe azzeccarle!

E siccome password come “123 asd 123 asd” sono purtroppo molto frequenti, sarebbe una buona idea rivedere le credenziali di tutti i propri account usando il NOSTRO eccezionale Generatore di Passphrase! che da ora in poi andrà in aiuto a quei disgraziati che per pigrizia metterebbero persino il nome della propria email come password.

Ecco l’anteprima del nostro bel Passphrase Generator:

Passphrase Generator - Reyboz Blog

Ah! e se possiedi anche tu un blog o un sito internet, perchè non ci aiuti a fare piazza pulita di password banali, fornendo anche tu sulla tua piattaforma un Passphrase Generator? Basta seplicemente inserire questo codice da qualche parte all’interno del tuo sito e comparirà esattamente dove tu lo inserirai! Prova!

 

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Come funziona

Il NOSTRO Passphrase Generator è realizzato con il linguaggio di programmazione lato server PHP, che genera una password molto complessa (appunto non più password ma passphrase) formata da un cheeseburger di caratteri alti, cifre, caratteri bassi e caratteri speciali. Più precisamene in quest’ordine:

A..Z  + 0..9 + a..z + %.. + a..z + 0..9 + A..Z

Scegliendo l’opzione Normale si ordinerà al generatore di produrre una passphrase di 8 caratteri ma soltanto composta da lettere e numeri, mentre selezionando Impossibile e Folle, reciprocamente di 15 e 40 caratteri, si sfornerà una mega password completa di ogni sorta di carattere, sparati consumando all’osso la funzione random!

Sistema Operativo Portatile – Puppy Linux Live CD

Puppy Linux è un sistema operativo Open Source molto valido per utilizzarlo senza installazione, in modo da nascondere ogni nostra traccia del proprio passaggio su un qualsiasi computer non appena si spegne il pc, oppure, più semplicemente, per essere usato in caso qualcosa sul computer dovesse guastarsi a livello di software, e poter così recuperare i file dell’hard disk.

Puppy Linux icon - Reyboz Blog

E nonostante Puppy possa installarsi sulla RAM (cioè che esiste mentre si sta usando ma allo spegnimento e come se non ci fosse mai stato) vanta una rispettosissima stabilità pur non rinunciando ad una buona grafica ubuntiana.

A parer mio è un progetto veramente riuscito.

Come provarlo?

  • Scaricando la ISO da questo indirizzo: Puppy Linux 4.2 (99,9 mega appena!)
  • E masterizzando l’ISO su un CD-R come la classica “immagine disco” o file ISO

Ottenuto il CD del vostro Puppy Linux rimarrà soltanto più da inserirlo a computer spento ed attendere che inizi la sua installazione virtuale sulla RAM, cosa che non durerà più di 10-15 minuti alternando schermate nere a testo bianco, con schermate blu, in cui vi verrà soltanto chiesto di premere invio ogni tanto per confermare delle opzioni predefinite da Puppy.

Ed ecco come si presenterà in seguito:

Lucid Puppy Linux 5.0.0 release - Reyboz Blog

Cioè un sistema operativo stabile, veloce e piuttosto accattivante per passare in rassegna in tutta tranquillità i files contenuti nell’Hard Disk, senza che il sistema operativo principale se ne accorga.

Da questo momento in poi tramite il gestore file potrete montare l’Hard disk e lavorare sui file.

Su Puppy è possibile anche la navigazione ad internet (ovviamente), basta soltanto cliccare sull’icona Connect a sinistra, e selezionare il proprio metodo di connessione, se via cavo sceglieremo LAN, se via Wireless sceglieremo Wireless.

Buon Puppy!

Risparmiamo con gli Open Source

In questo articolo voglio parlarvi di un argomento che sento a me molto vicino, ma sicuramente anche agli innumerevoli possessori di un pc con Windows. Ultimamente, anche a causa all’arrivo di nuovi  sistemi operativi di casa Microsoft, i prezzi sono ulteriormente saliti rendendo così, per molti, l’acquisto di un pc qualcosa di proibitivo.

Se poi si mettono di mezzo anche i prezzi dei software che siamo costretti a comprare separatamente dall’acquisto di un pc per renderlo capace delle operazioni anche più banali i prezzi salgono veramente alle stelle! Ed è proprio di questo di cui voglio parlarvi oggi: ovvero come sostituire i comuni programmi a pagamento con altri gratuiti (Open Source) ed ugualmente funzionanti, senza parlare di pirateria

Immagine astratta di un mondo Open Source - Reyboz Blog

Facciamo due conti…

Poniamo caso che vogliamo comprarci un computer fisso senza monitor, mouse, tastiera ecc… E ne scegliamo uno dei più economici per la cifra di 350€

poi ovviamente ci serviranno pacchetti di software indispensabili come ad esempio:

  • Suite base per la scrittura (Office versione in vendita ora)
150€
  • Antivirus (Norton versione base)
25€
  • Suite per la masterizzazione  di CD/DVD (Nero)
65€
  • Gestione della posta (Microsoft Outlook)
189€

(Solitmente l’installazione di Windows include già Outlook Express che però non piace a molte persone che ricorrono così all’acquisto

del programma sopra elencato)

Che sommati fanno la bellezza di: 429€ che a loro volta aggiunti al prezzo del pc fanno: 779€

Incredibile vero?

Vediamo allora come sostituire i software sopra elencati con altri gratuiti e facilmente scaricabili da internet:

  • Al posto di Office
Open Office scaricabile da qui
  • Al posto di Norton
Avast scaricabile da qui
  • Al posto di Nero
BurnAware scaricabile da qui
  • Al posto di Outlook
Thunderbird scaricabile da qui

Questi ovviamente sono solo i programmi “base”, sono poi ovviamente presenti altri software gratuiti che sostituiscono programmi secondari presenti normalmente su Windows come ad esempio:

  • Al posto di Windows media player → VLC scaricabile da qui.


E quelli gratuiti a mio parere migliori di quelli già presenti su Windows come ad esempio:

  • Al posto di Internet Explorer → Firefox scaricabile da qui.

Allora meglio spendere 779€ o solo 350€ per un computer nuovo con le stesse funzioni?

Perfezionare manualmente il boot loader Grub

Attenzione: Articolo tecnico scritto nel 2010! Segui a tuo rischio.

Cos’è grub

Grub è il Boot loader di molte distribuzioni GNU/Linux: un programma che parte all’accensione del PC per far scegliere da quale partizione o con quali altre opzioni avviare il PC.

Immagine di Grub

Puoi rimuovere tutti i menù inutilizzati e rinominare gli altri.

Piccola precauzione

Per ovvi motivi è bene copiare il testo del file /boot/grub/grub.cfg da qualche altra parte. Puoi farlo lanciando da terminale:
sudo cp /boot/grub/grub.cfg /boot/grub/grub.cfg.bak
Così se capita qualcosa, da Ubuntu Live possiamo mettere tutto come prima.

E’ poi importante non copiare e incollare indiscriminatamente il contenuto di qualsiasi guida direttamente nei file di sistema come quelli di Grub: I dati cambiano da computer a computer.

Semplifichiamolo

Per rinominare o rimuovere i menù inutili puoi modificare /boot/grub/grub.cfg in questo modo:

  • Applicazioni → Accessori→ Terminale
    gksudo gedit /boot/grub/grub.cfg

A questo punto si aprirà il file di configurazione di Grub: cerchiamo con CTRL+F la parola “menuentry” per evidenziare nel file gli elementi d’avvio.

Immagine del listato di grub offerta dal Reyboz Blog

Il primo menuentry che si evidenzierà, rappresenta Ubuntu, e si riconosce da:

menuentry 'Ubuntu, con Linux 2.6.32-25-generic' --class ubuntu --class gnu-linux --class gnu --class os {recordfail
insmod ext2
set root='(hd0,5)'
search --no-floppy --fs-uuid --set c48efbff-0799-443a-bf46-8da16c687fe7
linux    /boot/vmlinuz-2.6.32-25-generic root=UUID=c48efbff-0799-443a-bf46-8da16c687fe7 ro  vga=791 quiet  quiet splash
initrd    /boot/initrd.img-2.6.32-25-generic
}

Modifichiamo quindi solamente il titolo a nostro piacimento e lasciamo intatto tutto il resto in modo che risulti:

menuentry 'Ubuntu' --class ubuntu --class gnu-linux --class gnu --class os {recordfail
insmod ext2
set root='(hd0,5)'
search --no-floppy --fs-uuid --set c48efbff-0799-443a-bf46-8da16c687fe7
linux    /boot/vmlinuz-2.6.32-25-generic root=UUID=c48efbff-0799-443a-bf46-8da16c687fe7 ro  vga=791 quiet  quiet splash
initrd    /boot/initrd.img-2.6.32-25-generic
}

Osserviamo invece l’ultimo menuentry, esso rappresenta la nostra seconda partizione, nel caso di alcuni, ad esempio Windows XP.

menuentry "Microsoft Windows XP Home Edition (on /dev/sda1)" {
insmod ntfs
set root='(hd0,1)'
search --no-floppy --fs-uuid --set 661ccc411ccc0e4d
drivemap -s (hd0) ${root}
chainloader +1
}

Modifichiamo a nostro piacimento anche questo il titolo, in modo che risulti più semplice:

menuentry "Windows XP" {
insmod ntfs
set root='(hd0,1)'
search --no-floppy --fs-uuid --set 661ccc411ccc0e4d
drivemap -s (hd0) ${root}
chainloader +1
}

Invece, per nascondere le modalità ripristino basta aggirarli vendendoli come commenti, mutantoli da così:

menuentry 'Ubuntu, con Linux 2.6.32-24-generic (modalità ripristino)' --class ubuntu --class gnu-linux --class gnu --class os {
recordfail
insmod ext2
set root='(hd0,5)'
search --no-floppy --fs-uuid --set c48efbff-0799-443a-bf46-8da16c687fe7
echo    'Caricamento Linux 2.6.32-24-generic...'
linux    /boot/vmlinuz-2.6.32-24-generic root=UUID=c48efbff-0799-443a-bf46-8da16c687fe7 ro single  vga=791 quiet
echo    'Caricamento ramdisk iniziale...'
initrd    /boot/initrd.img-2.6.32-24-generic
}

A così:

# menuentry 'Ubuntu, con Linux 2.6.32-24-generic (modalità ripristino)' --class ubuntu --class gnu-linux --class gnu --class os {
# recordfail
# insmod ext2
# set root='(hd0,5)'
# search --no-floppy --fs-uuid --set c48efbff-0799-443a-bf46-8da16c687fe7
# echo    'Caricamento Linux 2.6.32-24-generic...'
# linux    /boot/vmlinuz-2.6.32-24-generic root=UUID=c48efbff-0799-443a-bf46-8da16c687fe7 ro single  vga=791 quiet
# echo    'Caricamento ramdisk iniziale...'
# initrd    /boot/initrd.img-2.6.32-24-generic
# }

Stessa cosa per i vari memorytest, che li facciamo diventare da così:

menuentry "Memory test (memtest86+)" {
insmod ext2
set root='(hd0,5)'
search --no-floppy --fs-uuid --set c48efbff-0799-443a-bf46-8da16c687fe7
linux16    /boot/memtest86+.bin
}

A così:

# menuentry "Memory test (memtest86+)" {
# insmod ext2
# set root='(hd0,5)'
# search --no-floppy --fs-uuid --set c48efbff-0799-443a-bf46-8da16c687fe7
# linux16    /boot/memtest86+.bin
# }

Riavvio di ubuntu offerto dal Reyboz Blog

Infine salvando il file e riavviando il computer, vedrete il frutto delle vostre fatiche con una schermata pulita e molto più  apprezzabile che includerà soltanto:

-Ubuntu

-(vostro sistema secondario)

Empathy – Messaggistica universale per Ubuntu

Empaty - Reyboz Blog

Ogni giorno messaggiamo con servizi ingombranti, come ad esempio la chat di Facebook, che per essere utilizzata si deve tenere aperto il browser anche se si desidera solo e soltanto la chat…oppure MSN che si appesantisce ammorbandoci di pubblicità e funzioni mai prese in considerazione.
Per fortuna in Ubuntu qualcuno ha ben pensato di crearne una veloce che riesce a gestire in una piccola finestrella ogni tipo di client messaggistico, il suo nome è  Empathy, ma non richiede presentazioni in quanto spesso, è preinstallata.

Con essa si potranno importare (anche contemporaneamente) tutti questi servizi:

  • AIM
  • Chat Facebook
  • Google Talk
  • Chat IRC
  • MSN
  • Chat MySpace
  • Chat Yahoo!
  • Jabber

E ancora altre!

Perchè non provarlo dunque?
Troveremo Empathy cliccando sul nostro nome utente di Ubuntu (in alto a destra del nostro schermo) e selezionando Account Messaggistica nel menù a tendina.

Impostare le chat

Settaggio di una chat con Empathy - Reyboz Blog

Per impostare una chat (di quella di Facebook ne parliamo nel paragrafo dopo) basta:

  • Aprire Empathy dal nome utente di Ubuntu → Account messaggistica
  • Cliccare Aggiungi
  • Scegliere un protocollo (MSN ad esempio)
  • Inserire i dati (nome e password)
  • Applicare la scelta

In seguito nella stessa finestra cliccheremo sulla chat appena impostata nel menù a sinistra e nel blocco che comparirà a destra spunteremo la casella Abilita.
In questo modo appena riceveremo un messaggio da un amico, si presenterà alla nostra attenzione una finestra a suo nome con solo e soltanto la chat a lui dedicata.

Impostare la chat di Facebook

Settaggio chat di Facebook su Empathy - Reyboz Blog

Per abilitare la chat di Facebook è leggermente più complicato ma si risolve in meno di qualche minuto.

  • Apriamo Empathy dal nome utente di Ubuntu → Account messaggistica
  • Clicchiamo sul bottone Aggiungi
  • Scegliamo il protocollo Facebook
  • Clicchiamo sul link di Empathy nominato come Questa pagina

Si aprirà il browser con la schermata di Facebook richiedente il nome utente personale sostitutivo all’ID identificativo numerico, sceglietelo e salvatelo. A questo punto

  • Copiamo il nostro nome utente di Facebook appena scelto
  • Incolliamolo come nome utente anche su Empathy
  • Inseriamo la nostra password di Facebook su Empathy
  • Applichiamo le modifiche

Avremo così impostato la nostra chat di Facebook, successivamente occorrerà spuntare il blocco Abilità nella stessa identica finestra, et voilà, appena riceveremo un messaggio da un amico si aprirà una finestrella a suo nome in cui potremo messaggiare senza nient’altro di superfluo.

Piccola pignoleria

Icona del pannello di Ubuntu - Reyboz Blog

Per avere a disposizione la lista dei contatti on-line occorre aver attivato un indicatore di Evolution nel pannello del nostro Ubuntu. Se non lo abbiamo già fatto inseriamolo adesso:

  • Clic sul pannello superiore di Ubuntu → Aggiungi al pannello
  • Cerchiamo l’Indicatore e aggiungiamolo

A questo punto avremo un’icona a forma di e-mail sulla quale, cliccandoci sopra e scegliendo la voce Chat, avremo a disposizione anche l’intera lista contatti.


Ubuntu – Effetti grafici mozzafiato con Compizconfig

CompizConfig è lo strafamoso programma per la gestione grafica ubuntiana, che permette di ottenere animazioni mozzafiato.

Schermata di amministrazione degli effetti grafici di CompizConfig per Ubuntu - Reyboz Blog

Partiamo con l’installazione.

  • Applicazioni → Ubuntu Software Center
  • Nella barra di ricerca e digitiamo CompizConfig
  • Trovato CompizConfig diamo Clic → Installa

Al termine dell’installazione cerchiamo il nostro CompizConfig in Sistema → Preferenze → Gestore configurazione CompizConfig, o da Ubuntu 11.10 cercando Compiz Config utilizzando la ricerca nella “Home della dash”.

Pur essendo di interfaccia intuitiva chiariamo come impostare gli effetti più accattivanti dove occorre passare a rassegno alcune impostazione apparentemente complicate.

Proviamo ad associare alla chiusura di una nostra finestra l’effetto Lampada magica:

  • CompizConfig → Effetti → Animazioni
  • Ripristiniamo le impostazioni predefinite delle Animazioni di Apertura cliccando sui due simboli a Scopetta a destra (o le icone a forma di freccia, a seconda della versione).
  • Selezioniamo nella tabella la prima voce (Planata 2, o Glide) e diamo un clic sul bottone modifica
  • Si aprirà una finestrella, da impostare così:

Effetto di apertura: Lampada magica

Durata: 1000 (millisecondi)

  • In seguito diamo clic su Chiudi

A questo punto restando sempre nella stessa finestra abilitiamo le modifiche spuntando il riquadro “Abilitare «Animazioni»” et voilà. Queste impostazioni possono essere applicate anche alle Animazioni di chiusura e alle Animazioni di minimizzazione delle finestre, ma possiamo scegliere la durata degli effetti e gli effetti stessi a nostro piacimento.

Personalizziamo con cura le Animazioni delle nostre Finestre, e se capitano problemi, basterà cliccare sui simboli a scopetta (o di frecce) per tornare alle impostazioni predefinite.

Nota Bene

Nel caso che Compizconfig non funzionasse correttamente, provare ad aprire il terminale e digitare questo comando dando Invio:

compiz --replace

Ora dovrebbe funzionare.

Nota Bene 2
Se desideri anche installare altri effetti extra come la chiusura a fuoco delle finestre, usa invece questo comando:

sudo apt-get install compiz-fusion-plugins-extra

In caso di errori commentate!

Impostare correttamente Screenents su Ubuntu

“Screenlents”  è il programma più evoluto nell’ambito di widget per Ubuntu, si adatta perfettamente a Compiz Fusion e fornisce widget molto simili a quelli di Vista e Mac. E’ inoltre possibile scegliere di installare widget da internet e modificarne dimensione, impostazioni e temi.

Immagine della schermata di settaggio widget, dal programma Screenlents per Ubuntu, offerto dal Reyboz Blog in un articolo di Valerio Bozzolan

L’installazione per coloro che hanno i rilasci più recenti è semplicissima, tramite l’Ubuntu Software Center.

Recatevi su Applicazioni→Ubuntu Software Center
Nella finestra dell’Ubuntu Software Center selezionate Accessori e andate a cercare l’applicazione Screenlents
Trovata l’applicazione Screenlents date Clic → Installa

Al termine dell’installazione il programma Screenlents verrà situato in Applicazioni →Accessori.

Impostare all’avvio

Il programma Screenlents è molto intuitivo, ma ecco le istruzioni per impostare un widget e ordinargli di attivarsi ad ogni login del computer, prenderemo come esempio la calcolatrice Calc.

  • Recatevi in Accessori → Screenlents
  • Nella finestra di Screenlents selezionate Calc

E in seguito spuntate le opzioni a sinistra

  • Attiva/Ferma
  • Avvia automaticamente al login

In questo modo Calc comparirà in alto a sinistra della scrivania, e anche se il computer si spegnerà e avvierà, comparirà ugualmente.

Problemi comuni

Può capitare che, durante l’attivazione di un widget, esso non si veda.

Il problema viene riscontrato quando l’utente ingrandisce il pannello superiore in modo spropositato, sotto il quale, il widget viene caricato per le sue impostazioni standard (in alto) e può risultarne quindi nascosto.

Quindi per rivedere i propri widget basta

  • Tasto destro sul pannello superiore di Ubuntu Proprietà
  • Abbassate la dimensione del pannello a 24 pixel (standard)
  • Clic su Chiudi

E saranno nuovamente visibili.